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Dopo 24 ore recuperate parti del cadavere nelle acque di Castro

Vigili del fuoco e guardia costiera al lavoro. Immersioni per cercare la testa. Intanto, si tenta di capire l'identità. Suggestiva ma poco credibile la pista che porta al comandante ucraino di una nave con due arresti per omicidio a Genova

Il momento del recupero di questo pomeriggio.

CASTRO – A distanza di circa 24 ore dal primo avvistamento, quando quel corpo galleggiava ancora integro (almeno, in apparenza), per la prima volta, poco prima delle 14,10 di oggi, vigili del fuoco del nucleo sommozzatori di Taranto (dopo i tentativi precedenti dei colleghi di Brindisi e Bari) e militari della guardia costiera di Otranto sono riusciti a riportare a riva parti del misterioso cadavere spuntato all’improvviso dalle acque di Castro, trascinato dalle correnti in questi giorni impetuose e molto pericolose anche per i lupi di mare.

Trovate solo alcune parti

Una gamba e il braccio sono stati i miseri resti recuperati nel primo pomeriggio, poi, qualche ora dopo, si è riuciti a trovare anche il busto con gli altri due arti. Per prelevare le spoglie, è stato usato un retino piuttosto ampio in dotazione al gommone dell’ufficio locale marittimo di Castro. Gli operatori si sono dovuti sporgere parecchio per riuscire a ripescare quelle parti dal mare che continua anche oggi a infuriare, affrontando quindi anche qualche rischio. Ma era necessario. Più scorre il tempo e la natura infierisce su quelle spoglie, meno possibilità vi sono, senza nemmeno una denuncia di scomparsa, di risalire all’identità dell’uomo.  

Se già, infatti, era stata raccapricciante, ieri, la visione di un cadavere trasportato dai flutti di un mare forza 5 e sotto un cielo color piombo, nel corso delle ore la situazione s’è fatta ancor più macabra. Ogni tentativo di raggiungere il cadavere da terra o sull’acqua, con la motovedetta invitata dalla guardia costiera di Otranto, è stato impossibile, a meno di non voler rischiare una collisione contro la scogliera alla destra del porticciolo. E intanto, urtando più volte con violenza contro gli scogli, quel corpo, già saponificato, s’è smembrato.

Immersioni per recuperare la testa

Nessun segno, per ore, del busto. Si pensava potesse essere affondato dopo essere stato per lungo tempo seminascosto dalla risacca, tanto da scomparire e riemergere di continuo. Poi, è stato finalmente rinvenuto anche questo e riportato sulla scogliera. Con esso, solo una parte del cranio, una gamba e un braccio. Ma le condizioni meteomarine non permettono, per il momento, immersioni per il recupero del resto della testa. 

Le spoglie, intanto, sono state trasportate presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, come disposto dal magistrato di turno, mentre il nucleo di sommozzatori continuerà a sostare in zona, con la guardia costiera locale, in attesa che il mare si plachi per eventuali immersioni. 

Video: le operazioni per recuperare il corpo

Il mistero sull'identità

Impossibile, come detto, risalire all’identità. Almeno per ora. Nessuna denuncia ufficiale di scomparsa è stata inoltrata di recente, in provincia di Lecce, ma va detto anche che, per com’è stato ritrovato il corpo, deve essere stato in mare per molti giorni. E nulla esclude che possa anche essere una persona la cui assenza ancora non è stata rivendicata. Così come sono aperte altre ipotesi: un migrante, uno scafista che trasportava droga (ben quattro i ritrovamenti di marijuana in meno di due settimane sulla sponda adriatica, l’ultimo dei quali proprio oggi a Porto Badisco, quindi non molto distante da Castro).

Il comandante della nave scomparso

Suggestiva, ma altamente improbabile, soprattutto per via della conformazione geografica, l'ipotesi che possa trattarsi di Yurii Kharytonov, ucraino di 51 anni, comandante della nave cargo Msc, la cui scomparsa si fa risalire fra giovedì 19 e venerdì 20 ottobre mentre era in viaggio fra i porti di Gioia Tauro e Genova. Fatto per il quale in queste ore la squadra mobile ligure ha arrestato due marinai con l'ipotesi di omicidio. 

Ogni altra teoria è ancora aperta. Ma senza un cellulare, una carta d’identità, qualche oggetto personale, ogni ricerca diventa più difficile. E quando è stato visto la prima volta, quel corpo, di un maschio di carnagione bianca, con un poco di barbetta sul volto, era già completamente nudo. Va aggiunto che nei giorni di scirocco, dalle sponde albanesi e greche, le correnti trascinano di tutto, sulle coste salentine. Se qualcuno è caduto in mare dall’altra sponda del Canale d’Otranto, si potrà stabilire solo con indagini approfondite, coinvolgendo le autorità dei Paesi dirimpettai.

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