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Castro, una possibile svolta nel mistero del cadavere recuperato in mare

Potrebbe appartenere all'ex procuratore generale di Tirana, il corpo recuperato sulle coste salentine. La Procura di Macerata ha chiesto l'esame del Dna

LECCE – Un giallo nel giallo. Per ora è solo un’ipotesi investigativa, cui sarà l’analisi del Dna a dare una risposta. Potrebbe appartenere a Besnik Muço, l’avvocato di 54 anni di origine albanese scomparso lo scorso 2 novembre, il corpo recuperato tra il 6 e il 7 novembre nelle acque di Castro. La procura di Macerata, dove Muço viveva da molti anni con la sua famiglia, ha chiesto l’esame del Dna sul cadavere affiorato nel mare in burrasca del Salento.

Secondo quando emerso dalle indagini della Procura di Macerata e di Tirana, il 54enne si sarebbe imbarcato lo scorso 2 novembre sul traghetto della linea Adria Ferries diretto da Durazzo a Bari. Alle 23 il suo cellulare è stato spento e da allora si sono perse le sue tracce. Quando il traghetto ha raggiunto il porto del capoluogo pugliese, non c’era alcuna traccia di Muço. La polizia ha recuperato la sua borsa con alcuni indumenti, il biglietto, la tessera sanitaria e altri documenti. La moglie del 54enne, che ne ha denunciato la scomparsa, ha dichiarato agli inquirenti di non essere a conoscenza del fatto che il marito sarebbe tornato quel giorno e di essere sorpresa che potesse aver preso il traghetto, poiché solitamente viaggiava in aereo. La polizia albanese ha perquisito il suo appartamento a Tirana, ma non è emerso nulla. Aveva parlato con il fratello prima della partenza, senza manifestare alcuna preoccupazione, spiegando che avrebbe trascorso qualche giorno in Italia.

Secondo quanto riportato da un quotidiano albanese, BalcanWeb, la Procura di Tirana sta indagando per sequestro di persona dopo la denuncia del fratello dello scomparso. Il nome del 54enne è molto noto nel Paese delle aquile. Besnik Muço, infatti, era stato procuratore generale a Tirana. Una professione che, a metà degli anni Novanta, gli era costata l’ostilità dell’ex regime comunista, per alcune inchieste non gradite. Per questo durante le rivolte del marzo del 1997, il procuratore, la moglie e il figlio erano fuggiti in Italia e si erano stabiliti a Macerata, dove erano stati accolti come rifugiati politici in virtù del lavoro svolto dall’uomo nel suo paese d’origine.

A Macerata il 54enne aveva iniziato una nuova vita, trovando lavoro come saldatore. Quattro anni fa, però, l’azienda per cui lavorava aveva chiuso e aveva deciso di riprendere la professione di avvocato a Tirana, dove aveva aperto uno studio legale con un socio. Il lavoro andava bene, e periodicamente Muço tornava in Italia dalla sua famiglia.

Bisognerà attendere il riscontro degli esami genetici per accertare che si tratti proprio dell’ex procuratore generale in un giallo dai contorni misteriosi e inquietanti. Sullo sfondo una scomparsa inspiegabile, un viaggio in traghetto, un ex rifugiato politico, un mare in burrasca e un cadavere portando dalle onde fino alle coste salentine.

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