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Centralizzazione delle mense ospedaliere: i lavoratori dicono "no"

Protesta al "Vito Fazzi" di Ugl e del personale delle mense contrario alla centralizzazione del servizio che taglierebbe fuori il 50 percento della forza lavoro

LECCE – Preoccupati del loro futuro: così si sentono gli addetti al servizio mensa degli ospedali della provincia che, questa mattina, si sono trovati all’ingresso del “Vito Fazzi” di Lecce per una manifestazione di protesta.

La prima di una lunga serie: le prossime tappe della mobilitazione organizzata dal sindacato Ugl prevedono, infatti, sit-in davanti a tutti i nosocomi salentini, a partire da Casarano, Scorrano e Gallipoli. Come a dire, “non ci fermiamo qui”.

Il problema nella gestione dei pasti destinati ai degenti ed al personale interno nasce dalla bozza del nuovo bando di gara, predisposta dalla Regione Puglia, che mira alla centralizzazione del servizio. Ovvero, alla creazione di un unico punto cottura, adibito per la preparazione del cibo che poi verrà trasportato all’interno dei vari presidi ospedalieri e “rivitalizzato” in loco.

Il servizio cook&chill, che potrebbe essere sperimentato anche in Puglia, comporta però dei rischi, come, innanzitutto, una drastica sforbiciata alla forza lavoro impiegata attualmente. I sindacalisti di Ugl hanno calcolato che il 50 percento degli impiegati diventerebbe superfluo in conseguenza della soppressione dei centri di cottura.

“Il mantenimento dei livelli occupazionali è una delle nostre priorità – afferma Maurizio Lezzi -: negli ospedali salentini lavorano 240 persone addette alla preparazione dei pasti, impiegate da oltre 20 anni, anche 30, che incontrerebbero notevoli difficoltà a trovare un nuovo impiego per sopraggiunti limiti di età”.

Il cook&chill mira, chiaramente, ad uniformare il servizio e produrre un risparmio, abbattendo i costi. Ma la qualità dei cibi somministrati ai degenti sarà garantita? Ugl non nasconde le proprie perplessità: “Le materie prime potrebbero essere tranquillamente acquistate all’estero – puntualizza Lezzi – mentre sarebbe opportuno puntare su cibi freschi e locali. C’è una soluzione più semplice, ovvero quella di ristrutturare le cucine degli ospedali, senza aspettare di individuare locali idonei all’interno del Polo chirurgico in fase di costruzione. A quel punto sarebbe troppo tardi”.

Il bando di gara, infatti, dovrebbe essere pubblicato nei primi giorni di gennaio ed il tempo stringe. “Chiediamo di essere convocati dal presidente Michele Emiliano e dal direttore del dipartimento regionale della Salute, Giancarlo Ruscitti, per discutere al più presto del problema – aggiunge il segretario Vito Perrone -. Per quanto ci riguarda, si può procedere con il bando di gara eliminando, però, la parte relativa al precotto. Rischiamo di fornire un servizio qualitativamente scadente e, peraltro, la base d’asta di 13 euro e 80 centesimi a pasto risulta appetibile per molte aziende”.

“Non è necessario ricorrere al cook&chill e noi puntiamo ad una soluzione diversa per mantenere intatti i livelli occupazionali”, concludono i due esponenti di Ugl. 

Accolgo la segnalazione dell'Ugl Lecce circa il contenuto del bando di gara per il servizio mensa Asl dal quale pare emergano elementi che possono compromettere i livelli occupazionali e che non rispondono ai requisiti di qualità da garantire all'utenza", commenta Erio Congedo, consigliere regionale di Fratelli d'Italia.

"Di fatto verrebbero apportate modifiche all'attuale sistema -in vigore da trent'anni e che finora ha assicurato il servizio in termini qualitativi e occupazionali- che ha un'impostazione tale da rispondere alle esigenze delle tre province pugliesi di Lecce, Taranto e Brindisi. Alla luce di ciò, - conclude - presenterò un'interrogazione per conoscere la posizione del Governo regionale nel merito".

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