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Centri diurni a rischio, ma i contratti degli operatori restano in vigore

La Asl di Lecce, alle prese con problemi strutturali, valuta soluzioni per assicurare la continuità assistenziale. I rapporti di lavoro ancora validi, fino all'aggiudicazione della gara

LECCE - I centri diurni del dipartimento Salute mentale della Asl potrebbe andare incontro ad alcune modifiche sostanziali: alcune delle strutture che ospitano i servizi di cura e riabilitazione dedicati ai problemi psichiatrici, infatti, risultano infatti obsolete e necessitano di profondi interventi strutturali.

Una spesa non irrilevante, per la direzione generale di via Miglietta, che intanto è al lavoro al fine di trovare una soluzione al problema e assicurare la continuità del servizio. A rischio di chiusura, stando alle indiscrezioni trapelate nella giornata di ieri, sarebbero 5 centri monchi dei necessari requisiti. Quindi quello di Campi Salentina, Nardò, Lequile, Lecce e Galatina.

L’allarmismo provocato dalla notizia è stato però ridimensionato sul versante occupazionale. La direzione strategica della Asl infatti, aveva già preso atto della necessità di garantire la prosecuzione del servizio, mettendo a riparo i contratti degli operatori in scadenza il 31 gennaio. Con la delibera 1344 la direttrice Silvana Melli ha indetto una gara per il nuovo affidamento delle attività di laboratorio dei centri diurni, prorogando i contratti degli operatori (23 in tutto) fino al quel termine.

Il rapporto di lavoro degli operatori, già in scadenza il 1° novembre 2017, era già stato prolungato di 3 mesi e proseguirà ancora, almeno fino alla data del nuovo affidamento.

D’altra parte, però, il direttore sanitario di via Miglietta, Antonio Sanguedolce, rimarca la necessità di mettere a norma alcune strutture: “Vi sono dei problemi di accreditamento, dovuti proprio a questo, di cui ci stiamo facendo carico. Nel frattempo stiamo elaborando una strategia per permettere ai centri di continuare a lavorare nella maniera più sicura possibile, in linea con le norme stringenti in materia: è tutto in fase di valutazione e non c’è nessuna certezza riguardo alla chiusura di un centro piuttosto che un altro”.

La stessa Asl di Lecce nell’estate 2017 aveva già incaricato le Aree di gestione interna di verificare ed adeguare i centri diurni ai necessari parametri strutturali, tecnologici e organizzativi, così come richiesto dalla Regione Puglia. Il problema permane, la soluzione definitiva è in fase di valutazione, e di certo permane la preoccupazione di molti pazienti che temono l’interruzione di un percorso terapeutico su cui avevano scommesso, insieme alle proprie famiglie.

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