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Dea vicino al traguardo. Emiliano: "La struttura più avanzata della Puglia"

Il dipartimento di Emergenza e Accettazione sarà pronto a novembre. Decisivo il cambio del Rup. Il governatore in visita al cantiere: "L'ospedale sarà dotato della migliore tecnologia"

LECCE – C’è voluto un decennio, ma ora la realizzazione del Dea, Dipartimento di emergenza e accettazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, sembra essere arrivato al giro di boa. È ormai pronto, e fornito di tutti i macchinari, il 1° piano dell’edificio che si presenta agli occhi dei visitatori in una veste moderna e altamente tecnologica.

All’esterno dell’edificio il cantiere è decisamente incompleto: la strada da asfaltare, mentre gli operai continuano a fare su e giù per completare un’opera che inizierà a funzionare a regime (stando al cronoprogramma della Asl di Lecce e salvo imprevisti), nel mese di novembre.

Questo, almeno, nelle intenzioni di Ottavio Narracci, il nuovo direttore generale di via Miglietta che ha aperto le porte del cantiere al governatore della Puglia, Michele Emiliano: “Considero probabile l’inaugurazione anche prima, nel corso dell’estate, fermo restando che il completamento del cantiere comporterà attività logistiche di trasferimento dal padiglione centrale dell’ospedale Vito Fazzi . Operazioni che richiederanno del tempo”.

Il trasloco comporterà anche lo svuotamento di alcune aree nell’ospedale del capoluogo. Ma la direzione strategica della Asl dichiara di essere al lavoro per riempire i vuoti. O meglio, “riorganizzare spazi e funzioni utilizzando risorse che sono già disponibili”, come precisato da Narracci.  

Il nosocomio leccese cederà, infatti, 300 posti letto che verranno trasferiti all’interno della struttura vicina. Alcuni piani del Dea risultano incompleti, al pari dei seminterrati e per terminare l’opera di rifinitura potrebbero trascorrere anche 4 mesi. In compenso il 1° piano ospita già 12 sale operatorie e 46 posti di terapia intensiva.

 “Il Dea diventerà la sede del Trauma center, punto di riferimento per il Grande Salento. L’intera struttura sarà integrats dal punto di vista logistico e i tre padiglioni dell’Oncologico, del Vito Fazzi e del dipartimento dell’Urgenza e Accettazione saranno messi in collegamento tra loro”, ha precisato Narracci.

Per il Dea era stato previsto un finanziamento complessivo era di 117 milioni di euro, divenuti poi 70 per effetto dei ribassi d’asta: “I ribassi sono serviti ad adeguare la progettazione e l’allestimento: il progetto di è vecchio di 10 anni ed era necessario adeguare le dotazioni tecnologiche, divenute obsolete”, puntualizza il direttore della Asl.

L’accelerata dei lavori, che ha previsto un cambio del Rup, il responsabile unico del procedimento, a detta del presidente Emiliano è stata decisiva: “Questa vicenda edilizia, sanitaria e di costume iniziata nel 2008 ha accusato ritardi nella prosecuzione dei lavori dovuti alle difficoltà notevolissime incontrate dall’azienda. Quest’andazzo era insopportabile e avremmo rischiato di finire l’opera tra 20 anni. C’è stata un’azione rilevante, richiesta da me al direttore generale dell’epoca, che è stata quella di rimodulare l’ufficio del Rup: con i nuovi responsabili procediamo spediti”.

“La Regione Puglia punta molto sull’ospedale Vito Fazzi – ha aggiunto -: abbiamo ricostruito la chirurgia pediatrica e abbiamo rilanciato la cardiochirurgia che già registra numeri rispettabili. Ora Lecce potrà contare su una nuova struttura degna di un Centro Hub di II livello”.

I particolari dell’opera sono stati illustrati dal Rup, Carmelo Negro: “Il nuovo Dea non solo è una grande struttura capace di resistere ai terremoti, ma è realizzata per produrre energia da fonti rinnovabili, essendo dotata di impianti solari e di trigenerazione, capace di generare energia termica ed elettrica”.

Un concentrato di innovazione e tecnologia da 330 posti letto, di cui 116 riservati alle degenze sub-intensive e intensive. I fiori all’occhiello del progetto sono rappresentati dal Centro Cuore, dall’area della neurologia e neurochirurgia, e dal percorso dedicato del Pronto soccorso, dotato di 4 sale d’emergenza per la messa in sicurezza dei poli-traumatizzati e il monta-lettighe per raggiungere rapidamente le sale operatorie o il Centro Cuore.

“Abbiamo elevato il livello tecnologico – ha ricordato l’ingegnere Massimo Marra - di un ospedale pensato e progettato 10 anni fa, aggiungendovi la novità della sala ibrida, quattro angiografi e realizzando una struttura sanitaria non solo bella ma piena di tanta ed utile tecnologia”.

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