“Divieto di bivacco”, cartelli simbolici per ricordarsi di un vecchio problema

Li hanno piazzati ieri i militanti di Casapound Lecce. "Si abusa della pazienza dei cittadini che assistono a scene inaccettabili"

LECCE – Se ne parla da decenni, ma il problema non è mai stato risolto. Così, per attirare l’attenzione, ieri i militanti di CasaPound Lecce hanno effettuato un’affissione simbolica di cartelli. Sopra, la scritta “divieto di bivacco”, accompagnata graficamente da un segnale di divieto nel quale appare un omino stilizzato sdraiato su una panchina (ma potrebbe essere anche un cordolo o la sponda della vicina Fontana dell’Armonia), con sotto alcuni rifiuti, fra cui l’immancabile bottiglia di qualche bevanda alcolica.

Il problema è stato sollevato nel tempo più volte sia da chi abita in zona (siamo fra via Marconi e viale Lo Re), sia dai commercianti. Molti sono esasperati da quanto avviene soprattutto nell’area verde intorno al Castello di Carlo V.

“Si registrano regolarmente episodi di uomini che improvvisano dormitori a cielo aperto dediti al consumo di alcolici dalle prime ore del giorno – dichiara Matteo Centonze responsabile politico di Cpi e già candidato sindaco alle ultime comunali–, così come ci sono giunte numerose immagini che ritraggono le piante e gli alberi della zona antistante al castello adibiti a stendini per abiti lavati nella vicina fontana. Troviamo la situazione imbarazzante e riteniamo che non si possa più abusare della pazienza di chi ogni giorno assiste a queste scene inaccettabili”.

“Siamo intervenuti con l’affissione del divieto di bivacco per sopperire alla mancanza di adeguata sorveglianza, nonostante le ripetute segnalazioni dei residenti. La bellezza paesaggistica di uno dei posti più simbolici della nostra città non può essere oltraggiata ulteriormente. Chiediamo – continua Biagioli anch’esso esponente cittadino di Cpi - che il bivacco sia definitivamente debellato dall’intervento delle autorità competenti, meticolose e puntuali nel punire le infrazioni dei cittadini leccesi ma inerti nel tutelare la città da chi la deturpa”.

“Da parte nostra continueremo a monitorare la situazione – conclude Centonze – pronti ad accogliere le istanze dei cittadini e a farci portavoce di quelli che sono i loro disagi: l'anatra sarà pure zoppa, ma la tartaruga gode di ottima salute”, con chiaro riferimento a quanto sta avvenendo al Consiglio comunale da un parte e al simbolo di Casapound dall’altro.

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C’è da dire che sporcizia e bivacco sono fra i problemi che nella zona si verificano se non da sempre, da interi decenni. Sicuramente già nel primo mandato di Paolo Perrone si era discusso della questione,cercando soluzioni, e certamente negli anni successivi si è tentato ancora una volta di arginarlo, anche perché si è arrivati a tale punto che gli operatori ecologici, sconcertati di fronte a certi scempi, a un certo punto s’è rifiutato d’intervenire, senza mezzi e protezioni adeguati. E ora, passato di mano il testimone, tocca alla Giunta di Carlo Salvemini scontrarsi con questo disagio.

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