Scoperta nelle verifiche: droga nella casa vicina a quella distrutta dal rogo

La polizia ha rinvenuto oltre un chilo tra hashish e cocaina durante le verifiche tecniche, assieme ai vigili del fuoco. Caccia a un giovane

Un'immagine dell'incendio di domenica sera.

LECCE - Droga nell’appartamento confinante con quello devastato da un incendio nella serata di domenica: spunta circa un chilogrammo di hashish e 50 grammi di cocaina. La scoperta, del tutto casuale, nella nottata appena trascorsa, da parte degli agenti di polizia della sezione volanti. Durante i numerosi sopralluoghi che le forze dell’ordine hanno eseguito nella palazzina di piazzale Cuneo assieme ai vigili del fuoco, è infatti sbucata della sostanza stupefacente.

La palazzina è stata perlustrata da cima a fondo per questioni di natura tecnica:  ordinarie perizie per accertare la tenuta della struttura e carpirne l'eventuale inagibilità. Durante la verifica nella casa vicina, vuota e disabitata esattamente come quella colpita dalle fiamme, è però spuntata la droga.  Al momento dei controlli, i poliziotti hanno notato un giovane uscire frettolosamente dall'appartamento vicino, con in mano una scatola in cartone. Si è poi allontanato attraverso il terrazzo del condominio, ma il suo atteggiamento sospetto non è sfuggito agli occhi attenti dei poliziotti.

Immediate le ricerche del giovane, il quale sarà identificato a stretto giro di posta, al termine di una serie di attività investigative già in corsoi. E' scattato un approfondito sopralluogo nella casa lasciata poco prima da quel ragazzo ricercato: oltre allo stato di abbandono dell'appartamento, sprovvisto persino di allaccio alla rete idrica e alla corrente elettrica, a balzare agli occhi degli agenti anhe alcune confezioni: dieci panetti di hashish, per quasi un chilo di peso, oltre a una cinquantina di ulterorioi grammi di cocaina.

La droga era stata poggiata in bella vista su un tavolino in legno, assieme a tre bilancini di precisione. Lo stupefacente, del valore di alcune migliaia di euro, è stato posto sotto sequesto dagli uomini della questura e poi portato nei laboratori della Polizia di Stato per le successive analisi.  Gli investigatori sono ora al lavoro per chiarire la rete degli individui che orbita attorno alla palzzina e ricostruire il business locale dello spaccio. Va da sè che tre dispositivi per pesare lo stupefacente, oltre al quantitativo, non costituiscano il kit di un pusher dilettante, ma parte dell'attrezzatura di una vera centrale di smistamento della droga in città.

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