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Futuri camici banchi: il liceo Palmieri propone un corso di studi su misura

Programmi modellati sulle competenze richieste dalle professioni sanitarie: la dirigente Di Cuonzo ed il presidente dell'Ordine De Giorgi presentano il corso bio-medico

LECCE – Superare i test per l’accesso alle facoltà sanitarie (Medicina e affini) può risultare una vera impresa. Ma non tutto è perduto: esiste infatti una soluzione che passa attraverso la costruzione di un percorso di studi mirato all’accesso alla professioni.

A partire da questa idea, “utopistica ma rivoluzionaria” come la definisce la dirigente Loredana Di Cuonzo, il Liceo classico “Giuseppe Palmieri” di Lecce ha attivato il nuovo corso di studi bio-medico, elaborato in collaborazione con l’Ordine dei medici della Provincia di Lecce.

La scuola ha saputo intercettare i bisogni dei ragazzi, considerata l’attenzione alle materie di taglio sanitario riservata dal 20 percento di loro, e ha messo in campo sinergie e programmi atti a superare lo scoglio dei test di ammissione: “Sono contraria da sempre a queste barriere costruite all’ingresso – ha spiegato la preside Di Cuonzo -; semmai la scrematura degli studenti va fatta nell’alveo di percorso universitario serio. In ogni caso, noi stiamo costruendo un’opportunità di formazione ad hoc per i ragazzi, nel corso di questi 5 anni di studi umanistici”.

Il corso prevede una divisione tra biennio e triennio. Durante i primi due anni, un’ora di studio del latino sarà dirottata sulla matematica; spazio anche alla statistica e all’anatomia, con l’aggiunta di moduli specifici e seminari tematici tenuti dai professionisti dell’Ordine. Gli ultimi tre anni vedranno gli studenti impegnati sul campo, all’interno di studi medici, laboratori d’analisi, ambulatori e farmacie grazie alle partnership costruite con i professionisti dell’Ordine, nell’ambito delle ore destinate all’alternanza scuola-lavoro.

“Il Liceo classico è il luogo ideale per l’elaborazione di questo percorso perché custodisce valori fondamentali e universali per l’essere umano: il medico non è solo un operatore di salute ma dev’essere animato dallo spirito di servizio verso gli altri – ha aggiunto la preside - . E, anche nel caso in cui i ragazzi dovessero poi orientarsi verso un’altra professione, scegliendo una facoltà universitaria diversa, questo bagaglio di conoscenze non andrebbe disperso”. A scuola si seguiranno, infatti, anche i corsi di primo soccorso e si imparerà ad usare un defibrillatore.

“Quella del medico è l’unica professione in grado di coniugare scienza ed umanesimo – ha precisato il presidente dell’Ordine, appena eletto, Donato De Giorgi -. Sarebbe bene mettere subito da parte due visioni tipiche di chi sogna di diventare un medico e si vede già proiettato in un futuro romantico, come fosse un eroe impegnato in missioni umanitarie, oppure ambisce a riscuotere una buona remunerazione accompagnata da riconoscimenti sociali: le professioni sanitarie non vedono al centro sé stessi, ma l’altro, ovvero il paziente cui rivolgersi con rispetto e disponibilità”.

Il percorso bio-medico ha carattere orientativo e preparerà gli studenti ad affrontare ogni indirizzo di studio superiore. “Anche durante l’apprendimento delle lingue classiche, come il greco e il latino – ha avvisato il professor Stefano Nuzzoli – punteremo l’accento sul lessico medico e scientifico. Centrale sarà l’attenzione rivolta alla matematica ed alla geometria, discipline fondamentali per l’esercizio della professione, utili ad esempio all’interpretazione degli esami diagnostici”.

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