Giù l’ecomostro. Partite le operazioni di demolizione dell’ex palazzo di città

Come da programma stamattina l’avvio l’abbattimento di una delle incompiute storiche di Nardò. Al suo posto sorgerà un parco. Mellone ed Emiliano danno il via simbolico ai lavori

NARDO’ –  Una manciata di minuti alle 10 del mattino, con le ruspe già in movimento nei terreni prospicienti, e il caterpillar e il braccio meccanico che, atteso l’arrivo istituzionale del presidente della Regione Michele Emiliano, possono finalmente dare l’avvio alla demolizione dell’incompiuta di Nardò. Un ferita edilizia che si rimargina. Il simbolo dello spreco e dell’abbandono, quello che nelle intenzioni progettuali, con una spesa di oltre un miliardo di vecchie lire, sarebbe dovuto essere il nuovo palazzo di città, entro Natale sarà solo un ricordo. E un cumulo di macerie da smaltire. L’obiettivo prefissato dal sindaco Pippi Mellone e dalla sua amministrazione entra nelle sua fase esecutiva. E nel rispetto anche della tempistica che aveva stabilito il consiglio comunale. Al suo posto, secondo un progetto già predisposto, sorgerà un parco e un’area verde fruibile da tutti quale primo passo di un percorso di riqualificazione di tutta l’area racchiusa tra via Incoronata e via Montale. 

20171212_100547-2“Sono qui perché anche io, da sindaco di Bari, con Punta Perotti, ho vissuto un’esperienza di questo tipo” ha dichiarato il presidente regionale Emiliano alle falde dello scheletro edilizio, “le demolizioni non sono mai una festa perché risorse pubbliche vanno in fumo, ma la buona notizia in questo caso è la riappropriazione di un’area molto vasta, dove sorgerà un parco pubblico. Questo immobile, come tanti altri, è un’altra brutta storia italiana, simbolo di spreco e di inefficienza. Bisogna fare i complimenti al sindaco Mellone” ha concluso Emiliano, “che sta facendo molto bene, visto che stamattina ho trovato una Nardò trasformata. Un lavoro encomiabile, anche se è bene ricordare che i sindaci non sono super eroi”.

Le operazioni di demolizione sono state avviate questa mattina, secondo il programma annunciato e il rustico del “nuovo” palazzo di città di via Incoronata sarà completamente raso al suolo entro qualche settimana. L’impresa incaricata, la Gesmundo di Bari (in regime di subappalto dalla Domus Costruzioni di Calimera), è la stessa che nel 2006 ha proceduto all’abbattimento del complesso immobiliare di Punta Perotti sul lungomare del capoluogo regionale e ha avviato il complesso intervento che porterà all’abbattimento completo dell’immobile, ormai inutilizzabile e fatiscente, e che sino ad oggi ha rappresentato un problema dal punto di vista ambientale e della sicurezza, oltre che un autentico pugno nell’occhio nel contesto urbano dell’area intorno alla chiesa dell’Incoronata.    

Video: inizia l'abbattimento

Il fabbricato, nella condizione in cui è stato abbandonato per decenni, è composto da due distinti corpi allo stato rustico di forma regolare, collegati da una passerella, privi di opere di finitura. Si sviluppa su tre piani e un livello seminterrato e occupa complessivamente oltre 1400 metri quadri. Il progetto di demolizione è stato redatto dall’architetto Elisabetta Ferrocino e dal geometra Salvatore Albanese. In sede di ribasso di gara le operazioni di demolizione, da una previsione iniziale di 150 mila euro, sono scese ad un costo di 92 mila euro. All’inizio dei lavori, a cui ha voluto assistere anche il presidente della regione, Michele Emiliano, hanno presenziato anche il sindaco Pippi Mellone, assessori e consiglieri comunali neretini oltre a numerosi cittadini.

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“Questa mattina abbiamo un appuntamento con la storia” commenta con soddisfazione il primo cittadino Mellone, “è iniziata la demolizione dell'incompiuta di via Incoronata, iniziata a costruire negli anni Ottanta e mai ultimata. Si sono spesi nel passato 1 miliardo e 350 milioni di lire per uno scheletro che oggi era ormai fatiscente, inutilizzabile e anche pericolante. Uno spreco incredibile. Ho voluto dare simbolicamente il primo colpo al simbolo della vecchia politica e delle fallimentari amministrazioni del passato. Al suo posto, com’è noto, sorgerà presto un parco pubblico di 25 mila metri, il più grande che la città abbia mai conosciuto”.

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