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"Impegni rispettati, noi vicini alla Neo B-Lab": Confindustria replica a Cgil

Botta e risposta tra sindacato e associazione degli industriali in merito al rispetto del verbale del 2017. A monte, il problema della ricollocazione di una parte dei lavoratori

LECCE – Galeotto fu il verbale del 25 maggio 2017: intorno a quell’accordo, sottoscritto per i lavoratori del cappellificio Neo-B Lab di Corigliano d’Otranto, si sta consumando un botta e riposta incandescente tra Confindustria Lecce ed Filctem Cgil.

Il sindacato, per mano del segretario Franco Giancane, aveva scritto all’associazione degli industriali per esortarla a "rispettare gli impegni assunti". La premessa della vertenza sta nella riduzione del personale, operata dall’azienda, avvenuta attraverso il licenziamento collettivo di 33 lavoratori su 49. Il cappellificio si era quindi impegnato a  riallocare (entro due anni) le unità necessarie qualora le condizioni di mercato fossero migliorate.

Sul punto è prontamente intervenuta Confindustria Lecce precisando che l’associazione ha sempre assicurato il rispetto degli impegni assunti dall’azienda, con la sigla dell’accordo del 25 maggio 2017. L’associazione ribadisce anche il proprio “sostegno alla Neo B-Lab che, con grandi difficoltà e sacrifici, sta cercando di far fronte ad una crisi che l’ha gettata nel baratro, mettendone a rischio la stessa operatività”.

“Confindustria Lecce – afferma il presidente Giancarlo Negro – soprattutto in questa delicatissima fase economica, è al fianco delle imprese che hanno subito lo tsunami della crisi e hanno dovuto trovare la strada per reagire. Occorre creare un clima favorevole alle imprese, che stanno davvero facendo di tutto per rialzarsi, con l’obiettivo di creare occasioni di crescita sociale ed economica e di produrre occupazione e sviluppo reale”.

“Le condizioni operative della Neoblab sono lapalissiane. Come ribadito dagli stessi vertici aziendali in una lettera già indirizzata al sindacato di categoria, non appena le condizioni di mercato lo hanno consentito, la Neoblab ha provveduto a ricollocare al proprio interno cinque unità a tempo determinato e due con contratto di somministrazione – si legge ancora in un comunicato -. Ciò in piena attuazione di quanto previsto dal citato accordo. Del resto le stesse unità, selezionate esclusivamente sulla base delle professionalità richieste dalle esigenze tecnico-produttive previste dalle commesse, fanno comunque parte dei 33 lavoratori coinvolti dalla procedura di licenziamento oggetto dell’accordo di maggio 2017”.

“Sono certo – continua il presidente Negro – che la Neoblab stia profondendo il massimo impegno per uscire dall’impasse economico-produttivo in cui versa ed è necessario che tutti, parti sociali comprese, facciano la propria parte per favorire e incoraggiare questo percorso. L’obiettivo di tutti deve essere quello di costruire e non di demolire, poiché, in quest’ultimo caso, si metterebbe davvero a repentaglio la sopravvivenza dell’azienda e, con essa, le speranze dei lavoratori e delle loro famiglie di riprendere l’attività con continuità”.

Confindustria si dice disponibile a partecipare ad un incontro tra le parti, mentre il sindacato replica così: “Prendiamo atto con piacere che Confindustria, finalmente, dopo reiterati solleciti, abbia deciso di farsi garante degli impegni presi”.

“Risulta lapalissiano, a nostro dovere, come l’azienda sia venuta meno agli accordi sottoscritti e alla normativa in merito alla riassunzione degli ex dipendenti – puntualizza, al contrario, Giancane -. Se passa il principio che si licenziano i lavoratori per poi riassumerli al primo livello (avevano il 3 livello all'atto del licenziamento), con la scusante dello tsunami della crisi si apre un percorso pericoloso e si danneggiano quelle aziende, che meriterebbero la stessa tutela da parte di  Confindustria, che con sacrificio stanno sul mercato rispettando normativa e contratti”.

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