Martedì, 21 Settembre 2021
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Inchiesta “Favori&Giustizia”, Arnesano lascia il carcere di Potenza

Ha ottenuto i domiciliari il magistrato accusato di aver prestato la propria funzione in cambio di favori. Discusse in mattinata davanti al Riesame anche le posizioni del primario Trianni e dell’avvocato Ciardo

Foto di repertorio.

LECCE - Tornerà a casa il pubblico ministero Emilio Arnesano. Dopo aver trascorso più di venti giorni nel carcere di Potenza con l’accusa di aver prestato la propria funzione in cambio di favori a pezzi grossi della Asl di Lecce e in cambio di incontri sessuali, il Tribunale del Riesame ha concesso al magistrato i domiciliari. E’ stata così accolta la richiesta discussa questa mattina dagli avvocati difensori Luigi Covella e Luigi Corvaglia che avevano puntato soprattutto sull’insussistenza delle esigenze cautelari, invocando la revoca della misura e, in subordine, la sua attenuazione.

Nelle prossime ore, arriverà anche la decisione del Csm (Consiglio superiore della magistratura) in merito all’istanza di sospensione del pm da funzione e stipendio e quella dello stesso Tribunale del Riesame di Potenza, dinanzi al quale, sempre in mattinata, sono state discusse le richieste di revoca delle misure disposte lo scorso 6 dicembre con l’ordinanza del gip Amerigo Palma nei riguardi del primario di neurologia presso il “Vito Fazzi” di Lecce Giorgio Trianni (ai domiciliari), e dell’avvocato Mario Ciardo (indagato a piede libero per abuso d’ufficio, è sottoposto al divieto di dimora nel Comune di Lecce).

Il primo (difeso dagli avvocati Luigi Suez e Stefano Chiriatti) è accusato di aver ottenuto grazie al pm Arnesano il dissequestro della piscina abusiva in cambio del pagamento del costo di due battute di caccia in Basilicata, mentre l’altro (assistito dagli avvocati Ladislao Massari e Gabriele Valentini) in qualità di componente della Commissione dell’esame di Stato per avvocati (sessione 2017) istigato dal magistrato, avrebbe indicato la traccia di una materia per il superamento della prova orale di una candidata. Quest’ultima, che alla fine riuscì a ottenere la promozione dopo cinque bocciature, è stata sospesa per un anno dalla professione. E’ di due mesi invece la sospensione disposta dal gip Palma nei riguardi dell’avvocato Augusto Conte dalla funzione di vicepresidente del Consiglio di disciplina degli avvocati di Lecce. Conte è indagato per tentato abuso d’ufficio, perché, secondo l’accusa, avrebbe preso accordi con Arnesano per archiviare il procedimento nei riguardi di un’avvocatessa (dalla quale lo stesso Arnesano avrebbe dovuto ottenere in cambio incontri intimi), adoperandosi per convincere gli altri componenti del collegio. La decisione fissata per il 29 settembre scorso fu rinviata a causa della mancanza di un componente al 6 dicembre, proprio nel giorno del blitz.


 

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