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Schiva una sedia da ufficio in mezzo alla provinciale e si ribalta nei campi

Ferito, per fortuna non in modo grave, un 36enne di Martano che all'alba di oggi sulla sua Opel Astra ha dovuto schivare sulla provinciale per Soleto un ostacolo improvviso. Sul posto vigili del fuoco, 118 e carabinieri

La sedia schivata dall'automobilista.

MARTANO – I rifiuti abbandonati non sono solo un danno per l’ambiente e uno scempio per gli occhi, ma possono trasformarsi in un vero e proprio pericolo anche per gli automobilisti. Ne ha avuto un saggio L.S., 36enne di Martano, che questa mattina presto, mentre percorreva la provinciale che collega il suo comune di residenza a Soleto, s’è trovato all’improvviso, davanti, una vecchia sedia da ufficio. Per scansarla ha dovuto probabilmente eseguire una sterzata fulminea, a causa della quale, però, l’auto s’è rovesciata nella campagna circostante.

Chissà come, chissà perché, quella sedia sbiadita e con una gamba spezzata si trovava oggi quasi nel mezzo della corsia, quando il 36enne stava passando alla guida di un’Opel Astra. Per istinto deve aver provato a schivarla, ma la vettura è andata fuori strada, ribaltandosi su un fianco. Fortuna ha voluto che non vi fossero alberi, ma solo cespugli, e che il muretto accanto al quale l’Astra s’è definitivamente fermata, dopo la repentina sbandata, fosse piuttosto lontano rispetto al margine della corsia; viceversa, le conseguenze sarebbero potute essere persino peggiori.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Maglie, che hanno aiutato il malcapitato a uscire dalle lamiere, gli operatori del 118 e i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Maglie per i rilievi. Il 36enne è stato trasportato presso l’ospedale “Ignazio Veris Delli Ponti” di Scorrano per accertamenti. Le sue condizioni non sono gravi.

Qui una lunga scia di incidenti

L’incidente avvenuto all’alba di oggi, oltre a essere a suo modo bizzarro e sul quale si può comunque tirare un sospiro di sollievo, è però solo l’ultimo di una lunga scia di impatti, sbandate, frontali, ribaltamenti. La Martano-Soleto è una strada dalla fama sinistra. Negli anni non si contano più, ormai, i morti e i feriti gravi.

Solo per citare i due episodi più recenti, la mattina dell’11 maggio scorso un anziano in bicicletta perse la vita dopo essere stato colpito da un’autovettura, mentre nel pomeriggio del 1° marzo del 2016 si registrarono un morto e tre feriti in seguito alla collisione fra due veicoli. Andando a ritroso, si troveranno decine di altri casi.

Proprio per cercare di ovviare al numero impressionante di incidenti con vittime gravi, su quella provinciale si è anche deciso di abbassare il limite di velocità a 50 chilometri orari, ma non sembra che la misura abbia sortito effetti reali.

Anche perché, su questo lungo rettilineo in cui è fin troppo semplice pigiare sul pedale, confluiscono pure una serie di stradine interpoderali che rappresentano un’ulteriore fonte di problemi. Non bastasse tutto questo, ora ci si mettono di mezzo anche ostacoli improvvisi come corposi rifiuti abbandonati. Inciviltà letale.           

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