Incubo intimidazioni nel Salento: dieci colpi d’arma da fuoco contro un bar

E’ accaduto nelle ultime ore, alla periferia di Taviano, in direzione della provinciale per Casarano. Si indaga

Per terra i segni della raffica di colpi.

TAVIANO - Incubo intimidazioni nel Salento. Dopo gli episodi di Surbo, Gallipoli e Cavallino, si teme nuovamente la recrudecsenza dell'attività criminale. Dieci colpi, forse di più, sono stati esplosi nelle ultime ore ai danni di una caffetteria di Taviano. Si tratta del bar all’incrocio semaforizzato tra via Vittorio Emanuele III e via Rosmini, il "Red&White", praticamente di fronte agli impianti sportivi noti come Parco Ricchello. L'attività, rimasta chiusa nella giornata di domenica, potrebbe essere stata presa di mira tra la serata di sabato e l'alba di oggi. L'accaduto è stato scoperto soltanto in mattinata, alle prime luci del giorno.

I proiettili, partiti da una pistola calibro 9, sono finiti sull’infisso principale dell’esercizio. Hanno arrecato diversi danni e lasciato crepe sulla vetrina, per conseguenze che ammonterebbero a circa duemila euro. Un danno peraltro non coperto da assicurazione. La scoperta poco prima dell’orario scolastico, da parte dello stesso proprietario che si è recato sul posto per avviare la settimana di lavoro. Sul luogo sono stati fatti intervenire gli esperti della Sezione investigazioni scientifiche dell'Arma, per effettuare il sopralluogo e i rilievi balistici. Sono appunto dieci i bossoli rinvenuti sulla pavimentazione, ora recuperati e inviati nei laboratori per i successivi accertamenti.

Video: il locale colpito dalla raffica

Non è dato sapere se i malviventi siano stati immortalati da eventuali videocamere di sorveglianza. Le forze dell'ordine sono sulle tracce di tutti i dispositivi installati nell'isolato. Ma la fuga di coloro che hanno sparato deve essere stata piuttosto semplice vista la vicina via provinciale che conduce a Casarano, passando dal cimitero comunale. Sul posto, per i rilievi, i carabinieri della stazione di Taviano, assieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano.

Gli inquirenti hanno subito ascoltato la vittima del messaggio intimidatorio: cercheranno di capire se possa aver subito sospette richieste di denaro, di recente, o altre forme estorsive. L'ipotesi di un collegamento con gli altri, recenti episodi accaduti in provincia sembra essere piuttosto lontana. Sia per il calibro dell'arma - diversa da quella utilizzata nei fatti di Surbo e Cavallino - sia per lontananza geografica tra i luoghi teatro dei fatti di cronaca. Ma, almeno per il momento, nessuna pista investigativa potrà essere eslcusa del tutto.

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