Martedì, 18 Maggio 2021
settimana Leuca / Viale Marche

Nuovi guai per l’omicida stradale: era anche senza patente e su Bmw di dubbia provenienza

Proseguono le indagini sul 35enne che, ubriaco, ha ucciso un 60enne e ferito gravemente il figlio 17enne in viale Marche

Il luogo del sinistro mortale

LECCE – Nuovi guai per Marin Traykov, il 35enne di nazionalità bulgara che, nella mattinata dell’11 dicembre, ha ucciso Albino Saracino, l’impiegato 60enne in sella a uno scooter, ferendo gravemente il figlio Davide, 17enne che ancora lotta in un letto d’ospedale. L’uomo, risultato completamente ubriaco al momento del sinistro, avvenuto in viale Marche, davanti agli uffici della questura, non avrebbe mai conseguito la patente. Quella mattina, in sostanza, non avrebbe neppure dovuto guidare la Bmw che ha strappato la vita alla vittima. Ora la sua posizione giudiziaria si aggrava: oltre ad essere accusato di omicidio stradale, in stato di ebbrezza e con un tasso quasi cinque volte superiore a quello consentito, il 35enne dovrà anche rispondere dell’assenza della licenza di guida.

L’attività di indagine, nelle mani della polizia stradale di Lecce, ha permesso di accertare che il cittadino bulgaro era in possesso di un documento, il  Provisional Driving Licence (licenza provvisoria di guida) rilasciato al cittadino bulgaro dall’autorità britannica come titolo per l’apprendimento alla guida su territorio  britannico. La documentazione non conferisce alcun diritto all’interessato di guidare al di fuori del Regno Unito. Il documento in oggetto, quindi, non corrisponde in alcun modo ad una licenza internazionale o comunque valida al di fuori del Regno Unito. Altro elemento scaturito dall’attività di indagine, ma non di secondaria importanza,  è quello emerso dai rilievi tecnici effettuati sull’autovettura Bmw 530 D, alla cui guida si trovava Traykov: sul veicolo è stata rilevata la abrasione della matricola impressa sull’organo motore. Si tratta di una operazione tesa ad ostacolarne la reale identificazione e, di conseguenza, la provenienza della vettura, presumibilmente rubata.

Per questo motivo la Polstrada ha proceduto al sequestro dell’intera autovettura, sospettando il 35enne anche di riciclaggio. Per quel che riguarda, infine, la presenza del cittadino bulgaro sul territorio italiano, lui stesso ha dichiarato di essere impegnato nel commercio di autovetture. Come base operativa avrebbe utilizzato un box di pertinenza dell’appartamento a Calimera, in cui risulta coabitare con la sorella, ma spesso utilizzato per parcheggiare le autovetture direttamente lungo la strada adiacente il condominio in questione.  Attività, questa, che esercitava senza essere in possesso di alcun titolo autorizzativo. Per lui è scattata anche la sanzione amministrativa.  

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