Istituzione delle Zone economiche speciali: il Salento vuole esserci

Il presidente Gabellone chiama a raccolta i sindaci: "Chiederemo alla Regione Puglia i criteri per la perimetrazione delle aree; il territorio non vuol essere tagliato fuori"

LECCE – L’istituzione delle Zes, le zone economiche speciali, rappresenta un’opportunità di sviluppo per l’intero Mezzogiorno che il Salento non vuole farsi sfuggire. Il territorio è quindi pronto a battere i pugni sul tavolo della Regione Puglia per vedersi inserito nella perimetrazione delle aree in cui la pressione fiscale e la burocrazia risulteranno decisamente alleggerite, così da favorire gli investimenti delle imprese.

“Il Salento non può essere tagliato fuori dai giochi”: questa la decisione unanime dei sindaci convocati questa mattina dal presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, per una riunione propedeutica all’incontro che si terrà, invece, nel pomeriggio con l’assessore regionale Michele Mazzarano, Consorzio Asi e rappresentanti sindacali.

Presso Palazzo Adorno oggi erano presenti gli amministratori di Maglie, Lecce, Surbo, Melpignano, Nardò, Galatone, Galatina, Soleto, Gallipoli, Tricase, Specchia, Miggiano e Casarano, insieme al presidente del Consorzio Asi, Angelo Tondo che ha diretta competenza sugli agglomerati industriali del territorio provinciale.

“La Regione Puglia, cui è demandato il compito di perimetrare le aree, oggi dovrà spiegarci come intende inserire il Salento nel progetto Zes e quindi come verranno perimetrate le aree, sulla base di quali criteri e quali obiettivi – ha spiegato in premessa Gabellone -. L’istituzione di zone speciali potrà avere una ricaduta positiva sull’economia locale, messa in ginocchio dalla crisi del settore manifatturiero e metalmeccanico: questi comparti produttivi potrebbero tornare ad essere competitivi sul mercato, con un taglio diverso e investendo sul capitale di risorse umane e professionali”.

Nel corso della riunione è emerso un primo, grande dubbio, relativo proprio ai criteri in base ai quali verranno istituite le aree: la confusione nasce dal fatto che, in base al decreto per il Sud, la perimetrazione delle Zes deve includere almeno un’area portuale compresa nella rete trans-europea dei trasporti.

Le Zes sono quindi collegate all’ Autorità di sistema portuale dello Jonio, quindi a Taranto, e all’Autorità del Basso Adriatico, quindi Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli. Le zone economiche speciali, secondo la legge, verranno istituite in aree collegate ai porti per mezzo di una rete logistica. In seconda battuta si è poi deciso di estenderle ad aree anche non vicine ai porti geograficamente, ma agganciate di fatto, in base a criteri economici.

Come rientra il Salento in questo contesto? La domanda è inevitabile e rappresenta il primo nodo da sciogliere. Le differenze sul territorio sono notevoli e ciascun Comune può giocare carte differenti: Gallipoli punta sul Porto commerciale; Nardò è la favorita in base all’estensione del territorio; Tricase guarda con interesse agli sviluppi della meccanica di precisione e al settore farmaceutico, collegato alla ricerca sulle malattie neurodegenerative; Casarano vanta un storia industriale di tutto rispetto nel settore manifatturiero.

In ogni caso, come puntualizzato dal sindaco di Maglie, Antonio Fitto, “è necessario spiegare alla Regione che il Salento deve essere inserito a pieno titolo nelle Zes; i discorsi di filiera dovranno essere affrontati in un secondo momento”. Il tempo, infatti, non gioca a favore del territorio, considerato che entro fine anno le Regioni interessate ad ottenere i finanziamenti dovranno presentare le domande di istituzione delle Zes, corredate dai progetti di sviluppo delle aree interessate.

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“Il Salento paga lo scotto della mancanza di una piattaforma logistica: questo mette in difficoltà le imprese che si occupano di export – ha aggiunto il presidente Asi, Tondo -. Le Zes quindi dovranno essere perimetrate sulle base di un programma industriale affiancato da interventi di sistema, orientati alla logistica”.

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