Idee e obiettivi, in attesa di febbraio: metà anno con la Giunta Salvemini

Un Pug in revisione, il nodo filobus, gli esperimenti sul traffico, l'igiene pubblica e molto altro. Primo bilancio al Comune. E l'anatra zoppa non sembra far paura. "Abbiamo un impegno con Lecce"

Un momento della conferenza stampa di oggi.

LECCE – L’anatra zoppa è apparsa piuttosto pimpante, questa mattina, quando s’è sottoposta alla raffica di domande dei cronisti. Per dirla con le parole del sindaco Carlo Salvemini, la sua Giunta ha lavorato fino a oggi “senza percepire una spada di Damocle sulla testa”. Tant’è. L’8 febbraio è quasi alle porte, quel giorno si saprà cosa deciderà il Consiglio di Stato sugli esclusi che bussano alle porte di Palazzo Carafa per rientrare in virtù dei voti racimolati nell’ultima tornata elettorale, ma la formazione che da sei mesi tiene le redini del governo cittadino prova a conservare salda la rotta. 

Salvemini e la sua squadra, nell’open space del Comune, per un’ora hanno replicato ai tanti interrogativi posti su quanto è stato fatto e sulle prospettive future. Una ridda di questioni in una città che ha bisogno di scrollarsi molte ragnatele di dosso, e che non sono soltanto, metaforicamente, quei cavi stesi sui pali del filobus.

Il nodo filobus

A proposito del filobus, Salvemini ha spiegato (senza per ora svelare molto altro) di aver da un lato individuato la figura terza che dovrà realizzare una perizia sull’effettiva possibilità di rendere sostenibile l’infrastruttura, e dall’altro di tenere contatti con la Corte dei conti per una consulenza riguardo a un eventuale danno erariale, qualora si dovesse decidere di rimuovere tutto, anche prima che il mutuo con il ministero dei Trasporti si fosse estinto. Serbando in tal senso una battuta: quando parla della vicenda in giro, pare senta rispondere spesso che la situazione è paradossale. “E’ incredibile – ha commentato - che non si possa rimuovere l’hardware, ma comunque spegnere il software”. Spiegazione: che i pali debbano restare impianti nel cemento, anche se il filobus fosse ritenuto inutile.  

Cosa accadrà dopo l’8 febbraio?

Tornando alla questione dell’anatra zoppa, Salvemini, così come il suo vice, Alessandro Delli Noci, hanno chiarito – o meglio, ribadito, rispetto a quanto già detto più volte - di attendere con serenità la data della sentenza. “Se fossimo preoccupati ci sentiremmo condizionati e lavoreremmo male”.

Insomma, quando arriverà il verdetto, si verificherà cosa sarà riportato nero su bianco e si agirà di conseguenza. Una cosa, però, ha tenuto a sottolineare il primo cittadino: che la sua Giunta si sente legata al patto politico-amministrativo, all’impegno assunto con Lecce, che le ha conferito un mandato. “E’ la nostra bussola”, ha detto. “E il diritto eventuale di sei consiglieri di vedersi riconosciuti di sedere in Consiglio, non lo considero prevalente rispetto alla volontà politica espressa dalla città”.

Delli Noci, sullo stesso argomento, ha anche aggiunto che i cittadini li hanno votati nella piena consapevolezza che i numeri non sarebbero stati comunque dalla loro parte. Insomma, si andrà avanti anche se il Consiglio di Stato dovesse ribaltare la decisione della Commissione elettorale. Questa sembra la linea dominante.

Ex Caserma Massa e dintorni

Non sono mancate riflessioni più dirette sui lavori in corso. Per esempio, sull’area dell’ex caserma Massa (dove vi è un cantiere per la costruzione di un centro direzionale e commerciale con un parcheggio interrato da 450 posti), in stallo ormai quasi perenne, il nodo è molto complesso. Parlando degli ultimi sviluppi, la ditta De Nuzzo ha presentato un piano in cui dimostra capacità e solidità aziendale e desiderio di proseguire. E proprio il 22 dicembre è stata consegnata alla Sovrintendenza un’ampia documentazione.

“Abbiamo l’interesse a rilanciare l’area, che è strategica, anche in un’ottica della valorizzazione del Castello, e ora attendiamo riscontro”, ha spiegato Delli Noci. Vi sono da verificare in particolare le varie rilevazioni archeologiche. Perché se da un lato la Sovrintendenza ritiene che vi sia necessità di smontare i reperti emersi nel corso degli scavi, e magari ricollocarli in un luogo idoneo, le  relazioni in mano al Comune dimostrerebbero che gran parte dei essi sono difficili da smontare, alcuni sono vere e proprie fondamenta. Se tutto dovesse andare come auspicato, si conta quindi a gennaio di consegnare alla ditta De Nuzzo l’area, per dare l’avvio ai lavori.

Pug, c’è molto da rivedere

Altro focus, sul Piano urbanistico generale. E’ stato prima e durante la campagna elettorale un vero tormentone che ha generato un braccio di ferro con l’ex assessore Severo Martini. Fra i problemi principali lamentati a suo tempo, l'assenza del parere di conformità al Piano di assetto idrogeomorfologico da parte dell'Autorità di bacino della Puglia. Per tale motivo il piano è stato annullato in autotutela ad agosto, una volta cambiato il governo in città.  “Ma il Pug non è fermo”, ha voluto precisare Rita Miglietta, che ora regge quell’assessorato. 

Solo per dirne una, è stato trasmesso all’Autorità di bacino proprio l’aggiornamento sulle questioni in materia idrogeologiche. Cioè, la parte mancante. E da lì sono scaturiti nuovi argomenti. Insomma, la partita è aperta, si attendono valutazioni e vi sono pure altri punti in via di revisione, come quelli sul paesaggio costiero, sulla domanda di casa che emerge in città, sui servizi pubblici, sociali e ambientali, sulle esigenze del commercio. La sfida è rappresentata ora da nuovi obiettivi da raggiungere e dalle scelte da ripensare.

Il progetto “Lecce e il suo mare”, per esempio, ha aperto le porte a una nuova strategia territoriale per riqualificare tutta la costa. “Ripartiremo con un atto di indirizzo per cambiare le premesse del Pug”, ha detto Rita Miglietta. “Una delle questioni era lo scarsissimo coinvolgimento della cittadinanza”. L’idea, ora, è di riprendere il discorso con un progetto di partecipazione civica attivo, ancorato ai quartieri.

Una frecciata sul Pug l’ha lanciata poi proprio il sindaco, che il piano precedente ha osteggiato con particolare veemenza. Ricordando che nel bilancio consuntivo, fra precedenti consulenze a varie università, si evince una cifra spesa pari a 1 milione 270 mila euro.

Settelacquare e i 48 box

E, a proposito di denari pubblici, in zona Settelacquare languono ancora 48 box per la realizzazione dei quali le precedenti amministrazioni hanno investito 1 milione e 550mila euro. Ed esiste un vincolo di destinazione fino al 2020 che impedisce l’ipotesi di usi diversi da quelli per cui sono nati. Ora occorre riqualificarli ed è stato pubblicato un bando per il trasferimento dei commercianti di piazza Libertini. Paolo Foresio, assessore alle Attività produttive, ritiene che l’area, risistemata a dovere, possa senz’altro dare grosse soddisfazioni alla città, unita al vicino mercatino multietnico. L’intenzione è di riqualificare i box e farne un’area mercatale con più opportunità e un’offerta diversificata. I parcheggi e altri requisiti perché funzioni, come rilevato da Foresio, non mancano. “E quando saranno agibili i box, potranno essere assegnati”.

Traffico e parcheggi: una questione culturale

Uno dei punti nodali, croce eterna sul petto di Lecce, resta quello del traffico. I pareri discordanti  non sono mancati in questi giorni, i malumori forse esisteranno sempre, ma si tratta di una questione soprattutto di tipo culturale. Non a caso, il sindaco non parla di “chiusure al traffico”, soffermandosi su questi primi esperimenti nelle festività natalizie, ma di “provvedimenti di apertura alla città”. E si proseguirà con la programmazione dopo che saranno stilati i primi bilanci.

“E’ un mosaico composito, ascoltiamo le osservazioni di tutti, ma teniamo conto anche di valutazioni oggettive”, dice a tal proposito Salvemini. “Nei due fine settimana scorsi abbiamo fatto salire sui mezzi pubblici oltre 10mila persone, nel centro di Lecce”. Molte auto sono rimaste sotto  casa, insomma, o non hanno proseguito oltre i parcheggi d’interscambio.

E’ un numero che si può solo immaginare, quello dei veicoli che non hanno ingolfato il centro, come accade di solito in questo periodo. E il sindaco è convinto che si possa fare anche di più, a patto che si entri in una concezione diversa della mobilità. Tempo al tempo, insomma, perché Lecce ha un tasso di motorizzazione fra i più alti in Italia e un flusso quotidiano, in entrata dalla provincia, notevole. Ecco perché occorre lavorare sul potenziamento dei parcheggi. Da qui, un accordo stilato con Università, Asl e Camera di commercio: le istituzioni sono invitate a collaborare.

Mobilità sostenibile, insomma, non è certo solo uno slogan per Salvemini, ma si avverte l’urgenza di lavorare sulla visione dei cittadini. Due gli esempi fatti. Il primo: nella zona del complesso Agave esiste un noto call center che rappresenta una realtà occupazionale di grosso rilievo (al quale si aggiungono anche centri commerciali), ma vi è carenza di parcheggi e la necessità di riequilibrio fra residenti e trasfertisti. “Ma nessuno ha chiesto che il problema fosse risolto con i mezzi pubblici”, ha detto Salvemini. Menzionando poi come – ed è il secondo esempio – nessuno degli interpellati in un sondaggio in campagna elettorale abbia confermato di aver mai raggiunto l’ospedale “Vito Fazzi” in autobus. E in una città moderna, si dovrebbe entrare nell’ottica che grandi  luoghi pubblici dovrebbero essere raggiunti proprio con mezzi.

Tanti temi, molto lavoro

Ma i temi sono davvero tanti e le soluzioni sempre difficili. Sugli alloggi pubblici, in questi giorni è arrivato un provvedimento di sospensione della graduatoria per un nuovo accertamento dei requisiti. Le domande sono tante, si naviga sulle 700. Vi sono poi i trasferimenti temporanei per la riqualificazione degli immobili. Si lavora di concerto con Arca Sud. Mentre sul problema dei rifiuti, a gennaio sarà rivisto il capitolato con Monteco, continua la lotta all’evasione della Tari e uno dei progetti più interessanti sarà l’impiego di fototrappole. Ma, soprattutto, si chiede ancora una volta l’impegno cittadini. Una città sporca è frutto soprattutto dell’inciviltà. Le iniziative di pulizia straordinaria di questi mesi nei quartieri sono servite anche e soprattutto a sensibilizzare i leccesi.

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Giudizio sospeso

Ogni giudizio finale, per il momento, non può che essere sospeso. Sei mesi d’attività effettiva contro oltre vent’anni di governi di centrodestra, sono obiettivamente troppo pochi per abbozzare un primo, vero, termine di paragone e stilare considerazioni, in positivo o in negativo. E bisognerà attendere lo scoglio dell’8 febbraio per capire come evolverà veramente la situazione. Al di là di proclami e ottimismo.

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