Svaligiata una casa di tutta l'argenteria, maxi furto consumato in città

I ladri hanno persino trascinato via un'antica cassetta di sicurezza. Ingente il valore degli oggetti rubati in un appartamento a pochi metri dalla chiesa di San Giovanni Vianney. Nella stessa zona di recente altri grossi colpi

Foto di repertorio.

LECCE – E’ uscita a metà mattinata per alcune commissioni. Il rientro, all’ora di pranzo. Quanto sarà trascorso: due, tre ore? Ai ladri è bastata quella breve parentesi per ficcanasare in casa di una vedova di oltre 70 anni e poi svignarsela con tutta, ma proprio tutta l’argenteria.

Decine e decine di pezzi

Non il solito colpo. In questo caso, infatti, si sta parlando di decine e decine di pezzi. Alcuni anche rari. Oggetti che, presi singolarmente, superano in valore qualche migliaio di euro. Una collezione alimentata nel tempo dalla famiglia della donna, che oggi abita da sola, e di cui era impreziosito l’appartamento. E quindi, un valore economico fuso a quello affettivo.

Il furto è stato consumato, questa volta, in un’abitazione all’ultimo piano di una palazzina di via Gaspare Papatodero, a pochi metri dalla chiesa di San Giovanni Vianney. Pieno centro di Lecce e punto di passaggio continuo. Una vera cerniera fra l'ultimo tratto del quartiere Stadio e l'inizio del quartiere Mazzini. 

Vi sono negozi d'ogni tipo, uffici, studi professionali, una scuola, supermercati. Possibile che nel vivo della mattinata nessuno abbia notato movimenti sospetti? Tanto più che i ladri non si sono accontentati di oggetti maneggevoli come teiere, caffettiere, piatti, posate, vassoi e via dicendo, molti dei quali avvolti nella carta, trovata alla rinfusa sui divani. Hanno trascinato via con sé persino un’antica cassetta di sicurezza posata sul pavimento e piuttosto pesante.

Un piano studiato nei dettagli?

Per arrivare a tanto, significa che forse la banda ha studiato un piano nei dettagli, fino a conoscere le principali abitudini della vittima. Significa, soprattutto, che i ladri dovevano avere consapevolezza di cosa, grossomodo, avrebbero trovato in quella casa. E’ troppo credere nei favori di una sorte capace di arridergli in questo modo.

Per la malcapitata deve essere stato un trauma entrare e ritrovarsi davanti a mobili e scaffali sguarniti di tutti gli oggetti preziosi racimolati nel tempo. E non ha potuto fare altro che chiamare la polizia per un sopralluogo. Oltre a una volante, è intervenuta la scientifica. Per cercare qualche traccia, magar invisibile a occhio nudo.

Forse entrati attraverso il garage

Di certo, come già successo in altre circostanze, la serratura non presentava mandate, quando la vittima è rientata. Eppure, era stata chiusa. Si presume, allora, che siano state usate le cosiddette “chiavi bulgare”, capaci di spalancare (quasi) ogni porta senza colpo ferire.

Il problema principale, per i ladri, però, era trovare il modo di raggiungere l’appartamento. E dato che l’ingresso principale, su via Papatodero, appare fin troppo esposto, è quasi certo che siano entrati da una delle stradine laterali (via Luigi Tasselli o via San Giovanni Vianney). Da lì potrebbero essersi intrufolati nel garage, raggiungendo dal punto più basso i piani più alti e, quindi, l’abitazione da svaligiare. Impossibile per il momento fare una stima precisa del danno. Ma di sicuro sono cifre a quattro zeri.   

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Diversi furti nella stessa zona

Qualcosa più di una curiosità: nella stessa zona, come detto, sono avvenuti di recente altri furti, sempre senza effrazione. Basti citarne due, in via Lupiae, ai danni di un professionista, al quale sono stati sottratti 16mila euro in contanti e, solo qualche giorno, prima, in via Ernesto Simini (anche qui, rubati soldi). A ben guardare, mappa alla mano, tutte vie molto vicine fra loro, raggiungibili a piedi da un punto all’altro in una manciata di minuti. Un caso?

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