Domenica, 13 Giugno 2021
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Tre furti e la rabbia: "Papà, domani avremo i soldi per mangiare?"

Una scuola a Scorrano e due abitazioni fra capoluogo il Capo di Leuca sotto assedio. Dieci computer, proiettori, gioielli e soldi svaniti. E a volte il passaggio dei ladri diventa un trauma per i bambini

Le immagini si riferiscono all'abitazione nel Capo di Leuca svaligiata.

LECCE – “Papà, domani avremo i soldi per mangiare?”

Nel candore della sua età, un bimbo di 9 anni guarda a un furto in casa con lo stesso stordimento che si proverebbe davanti a un terremoto. I pensieri dei figli, quegli occhi che fanno fatica a chiudersi la notte, la paura che serva tempo perché il trauma si riassorba, preoccupano due genitori forse più di ogni altra cosa. Gli oggetti spariscono e si ricomprano, i turbamenti restano. E allora ci pensa la figlioletta più grande a rasserenare gli animi. “Dai, papà, i soldi non sono importanti”. Il senso di responsabilità di una piccola donna.

Stanze a soqquadro, gioielli saccheggiati, cassetti e ante spalancati, vestiti gettati alla rinfusa. Avidi ladri senza nome e dignità. Quando una famiglia del Capo di Leuca è rientrata nella sua villetta, ha avvertito prima di tutto, sulla pelle, la sensazione di essere osservata da occhi torvi appostati nel buio, sfiorata da un’invisibile mano viscida. Intimità violata, qualcosa di opprimente. La propria abitazione, per ogni famiglia, riveste la sacralità di un tempio.

Non milionari, non imprenditori affermati, non professionisti con yacht ormeggiati sul molo di Leuca. Ma la famiglia di un tecnico (moglie e tre bimbi) che porta avanti con dignità la baracca e che ha dovuto fare i conti, domenica, con il peggiore degli schiaffi morali: reperibile e chiamato per un’urgenza di lavoro, al ritorno ecco una di quelle sorprese che l’aggettivo sgradevole rende poco e male. Uscire per guadagnare una pagnotta e ritrovarsi con la dispensa vuota. Viene solo da urlare.    

L’abitazione è in un punto periferico, sulla provinciale Tiggiano – Corsano. Illuminazione scarsa e questo ferisce chi per vivere non evade certo le tasse. Meno di mezzora. Tanto pare ci sia voluto per entrare, svaligiare, sparire. E il rimorso colpisce anche il fratello dell’uomo. Passato in auto per una rapida sortita in una sua campagna, s’è accorto con la coda dell’occhio di un furgone Doblò parcheggiato proprio a ridosso del cancello. Al ritorno non c’era più. Stranezze che la mente fotografa e restano sospese nel limbo, fra mille pensieri. Spesso solo dopo, a giochi fatti, nascono le ipotesi. Sì, forse era il furgone dei ladri, o, no, forse solo una coincidenza.

Hanno sfondato la porta a spallate e si sono fatti strada. Così sono entrati. Nella terra umida per le piogge, dentro la proprietà, ancora le loro impronte. Non in casa, però, e non certo per un’improvvisa manifestazione di rispetto. Avranno avvolto sacchetti di plastica ai piedi per non lasciare ulteriori tracce o, semplicemente, tolto le scarpe fradice. Facile immaginarseli anche con guanti.

Nello scantinato hanno aperto una cassaforte, ma era vuota. Si sono dovuti accontentare di attrezzi da lavoro. E nelle stanze da letto sono passati come un tifone, lanciando tutto per aria. Rastrellando i gioielli della moglie, orologi, regali e soldi per cresime e comunioni dei figli.

La denuncia è stata presentata presso la caserma dei carabinieri dipendenti dalla compagnia di Tricase. E non è tutto. L’uomo ha anche avvisato amici e concittadini. E’ necessario sapere, difendersi. Loro avevano l’antifurto fuori uso per il temporale. Questo ha aiutato la banda. Altri, stiano in guardia. I ladri, quando entrano, rubano con gli ori e i soldi a volte anche l’anima.  

Ladri anche in un appartamento di Lecce

Non è quello fra Tiggiano e Corsano l’unico caso delle ultime ore. Anche a Lecce, il solito, immancabile furto in appartamento. Questa volta in via Simini, stradina che collega viale Leopardi, all’altezza del cavalcavia, con via Don Luigi Sturzo. Anche in questo caso, colpisce la rapidità. I ladri hanno agito nella tarda serata di ieri approfittando della pioggia che ha svuotato il centro, in un lasso di tempo minimo. Appena mezzora.

La proprietaria di un appartamento, infatti, è uscita dalle 22,30 alle 23. Il tempo di ritornare, ed ecco anche in questo caso, stanze a soqquadro, soldi spariti (800 euro in contanti) e ulteriore inventario da stilare. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia. La donna era sicura di aver chiuso il portone con più mandate. Questo è servito a poco. Se dotati delle cosiddette chiavi bulgare, per i malviventi è stato relativamente semplice entrare.

Scorrano, saccheggiata una scuola

Ingente, poi, è stato un terzo furto, scoperto questa mattina. E’ avvenuto ai danni della scuola primaria “De Lorentiis”, nell’omonima via di Scorrano. I carabinieri della compagnia di Maglie sono stati avvisati dal dirigente scolastico. E hanno svolto un sopralluogo approfondito, facendo anche rilevamenti in cerca di orme ed eventuali tracce biologiche.

Non da poco il danno. Sì, perché i ladri, una banda specializzata (forse la stessa che di recente ha già saccheggiato altre scuole salentine), hanno scassinato una porta posteriore, per intrufolarsi e impossessarsi di una decina di computer portatili, un pc desktop e ben sette proiettori. Tutti supporti usato per scopi didattici. Quindi, ancora una volta un furto che colpisce non solo gli adulti, ma anche e soprattutto i ragazzi, deprivati di tecnologie che servono per la loro formazione.

Purtroppo, gli investigatori non hanno in mano immagini di videosorveglianza. L’edificio non è dotato di telecamere. Né vi è un impianto di illuminazione esterno, nel punto in cui sono entrati, che possa in qualche modo dissuadere malintenzionati. E se è vero che spesso i cittadini si sentono insicuri, ma che carabinieri e polizia non possono disporre di una pattuglia in ogni angolo, è vero anche che le istituzioni, a partire dai ministeri e per finire ai municipi, dovrebbero forse guardare loro, in primis, alla sicurezza. Con più attenzione e serietà.

Ogni furto subito da un cittadino, porta rancore e malcontento. Ogni furto in un ente pubblico genera più danni per riparazioni e per il rinnovo del parco oggetti spariti - se e quando possibile, e con i tempi della burocrazia -, di qualche impianto di videosorveglianza, faretto e blindatura a usci e finestre. E non si può sperare che ci sia sempre un brigadiere supereroe al posto giusto, nel momento giusto. Difendere con i denti la proprietà pubblica, così come i privati, è un dovere nei confronti dei contribuenti.  

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