Lsu in attesa di stabilizzazione: esplode la protesta in Prefettura

Sono 320 i lavoratori che aspettando nella sola Provincia di Lecce. Sindacati dal prefetto per sollecitare il rinnovo della convenzione tra governo e Regione Puglia

LECCE – Vent’anni di attesa e ora che l’agognata stabilizzazione sembra a portata di mano, l’obiettivo sfuma per lungaggini burocratiche. Questa, in sintesi, l’amara sorte degli Lsu, i lavoratori socialmente utili che questa mattina si sono riuniti nei pressi della prefettura di Lecce per rivendicare un diritto fino ad ora negato.

Al loro fianco i sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno richiesto un incontro con il prefetto per sollecitare le parti a rinnovare la convenzione Lsu tra Governo e Regione, senza perdere ulteriore tempo. I fondi infatti, di derivazione statale e regionale, dovrebbero essere sufficienti. Ma i lavoratori dovranno essere tutti stabilizzati dal proprio ente di appartenenza entro il 2018 o rimarranno a casa senza lavoro.

La platea degli aventi diritto è peraltro corposa: si contano 900 lavoratori in Puglia di cui 320 nella sola Provincia di Lecce; 46 sono i Comuni salentini che si avvalgono delle loro prestazioni.

La spada di Damocle di un eterno precariato pende sulla testa degli Lsu da venti anni: parliamo quindi di persone non più giovanissime, che potrebbero andare incontro a evidenti problemi per rientrare nel circuito occupazionale. In più lo stipendio medio percepito (appena 580 euro per 20 ore settimanali) rasenta la soglia minima concepibile.

I sindacalisti hanno quindi chiesto al prefetto un intervento decisivo, mediante la convocazione di un tavolo che raccolga tutte le istituzioni coinvolte: dai parlamentari salentini - che possono intervenire sulla legge di Bilancio in modo da recuperare le risorse utili al rinnovo della convenzione - al viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, insieme a Regione Puglia, Anci e amministrazioni comunali.  

“Dopo il 20 dicembre, termine ultimo per i Comuni per comunicare i piani di stabilizzazione degli Lsu, saremo convocati in Regione Puglia dall’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, per tirare le somme e quindi capire chi ha presentato i piani e chi invece non lo ha fatto – aggiunge il sindacalista -; ma faremo anche una rendicontazione sulla posizione lavorativa degli Lsu, per capire in quanti accederanno alla pensione”.

“In questa fase siamo fortemente preoccupati per il mancato rinnovo: mancano 15 giorni e ancora non abbiamo alcuna notizia in merito – aggiunge Simone Longo di Cgil -. Non vorremmo che si ripetesse la stessa scena degli anni scorsi, quando la convenzione è stata rinnovata dopo due o tre mesi. Molti lavoratori vivono di un magro stipendio e rischiano di non ricevere neppure quel poco che serve per tirare avanti”.

“La Corte dei conti, quando ha espresso il parere sul rinnovo della convenzione 2017 era stata chiara: voleva valutare l’intenzione dei sindaci di stabilizzare i precari – prosegue il sindacalista -. I Comuni, lo ricordiamo, possono accedere a diversi contributi, per cui otterrebbero anche un discreto vantaggio economico dalle stabilizzazioni”.

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“Ora che è necessario fare uno sforzo per garantire agli Lsu un futuro stabile non registriamo, però, un’ampia disponibilità: alcuni Comuni stanno procedendo in questa direzione mentre altri, pur potendolo fare, non stanno stabilizzando gli Lsu – prosegue Longo - . Certo, ci sono anche casi di amministrazioni impossibilitate a stabilizzare perché vincolate da norme di bilancio sulla spesa per il personale; tuttavia è necessario riuscire ad ottenere la più ampia adesione possibile”.

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