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Minacce al sindaco su Facebook: la solidarietà di Guido, Cgil e commercianti

L'esponente di centrodestra si scusa per aver ospitato, suo malgrado, sulla propria bacheca un messaggio intimidatorio. Fragassi: "Escalation di violenze ai danni di amministratori"

LECCE – Il rogo dei 4 box di Settelacquare ha alimentato un clima di tensione in città: per quanto non sia stata confermata la natura dolosa dell’incendio, non sono mancate illazioni ricadute sui commercianti di piazza Libertini che dovrebbero trasferirsi proprio in quell’area mercatale destinata alla riqualificazione. Sospetti e accuse che sono state duramente rispedite ai mittenti, con tanto di preavviso di querele.

Ma a farne le spese è stato anche il sindaco Carlo Salvemini, che ha ricevuto un inquietante messaggio di minacce da un utente sulla piattaforma Facebook. Al suo fianco si sono immediatamente schierati i sostenitori politici e cittadini comuni che lo esortano a proseguire sulla sua strada.

Nella giornata di ieri, sempre sul profilo del noto social network, è intervenuto anche il consigliere di centrodestra Andrea Guido che scrive di aver ospitato sulla propria bacheca “un commento del tutto inappropriato, e fuori luogo, da parte di un utente social che ha lanciato messaggi inquietanti all’indirizzo del sindaco”.

Guido si è quindi dissociato fermamente da tali “affermazioni gravissime e riprovevoli che nulla hanno a che fare con il dibattito politico-amministrativo relativo al possibile trasferimento degli ambulanti di piazza Libertini nell’area di Settelacquare”.

Il consigliere si è scusato dell’accaduto, testimoniando la sua solidarietà al sindaco: “Ogni giorno ricevo diverse centinaia di messaggi sui social e non riesco a leggerli tutti in maniera tempestiva, così come accaduto per questo post che, peraltro, è stato scritto da persona a me sconosciuta ed in ogni caso non facente parte dell’elenco degli amici su Facebook. Quindi non avevo modo di cancellarlo”.

“La mia bacheca è sempre stata aperta a tutti per dar modo a chiunque di offrire utili spunti di discussione o suggerimenti e consigli circa la mia attività di amministratore pubblico – ha aggiunto -. Chi mi conosce sa bene che si tratta di un modus operandi quotidiano. Non a caso il mio numero di telefono cellulare è noto a tantissimi cittadini che lo utilizzano quando lo ritengono opportuno, per chiedere lumi su determinati problemi che emergono in città”.

Il consigliere ha denunciato le trappole della rete: “Purtroppo, si rischia, così come è avvenuto in questa circostanza, di ospitare non solo amici (reali e virtuali) ma anche veri e propri heaters, gente che sfrutta il proprio tempo libero solo per creare artatamente caos e sollevare polveroni inutili e, a volte pericolosi”.

La vicinanza a Salvemini è stata espressa anche dalla segretaria generale di Cgil Lecce, Valentina Fragassi: “L’escalation di violenza, atti intimidatori e minacce ai danni degli amministratori della cosa pubblica del Salento sta raggiungendo livelli di vero e proprio allarme”.

“Non è possibile tollerare questo clima: tutti dovrebbero stringersi intorno al sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, preso di mira per una scelta di politica urbanistica – denuncia la segretaria -. Si può essere d’accordo o meno con le scelte di un’amministrazione comunale, ma le ritorsioni e gli inviti a stare attento fanno parte di un linguaggio mafioso che evidentemente è rimasto latente in città, senza scomparire del tutto. Al sindaco la più totale solidarietà personale e della Cgil Lecce”.

Sulla questione hanno preso posizione anche i commercianti dell'associazione "Libertini". Tutti gli espositori dell'area mercatale dell'omonima Piazza, il presidente Roberto Guacci ed  il coordinatore Francesco Grasso stigmatizzano i post che hanno visto vittima inconsapevole il sindaco Carlo Salvemini.

"Lo avevamo già fatto per l'infame, vigliacco e intimidatorio episodio delittuoso dei box di Settelacquare - si legge in una nota -. Gli associati,  aldilà dell'agone politico e dello scontro sereno e dialettico sulle opportunità di liberare i luoghi in questione, stimano e difendono il sindaco intanto perché persona a cui riconoscono massimo rispetto come uomo dai toni pacati, tenace ed illuminato culturalmente".

"La politica, la governabilità e la rappresentanza del territorio non possono essere una zona franca in cui non esiste giurisdizione; ciò anche a tutela del buon nome della nostra associazione, del nostro settore  e degli avversari - aggiungono-. Ci dissociamo dall'accaduto e ci impegniamo a far sì che episodi del genere vengano da tutti condannati prima che rifiutati".

"L'autore del famoso post non è certo uno di noi, così come sicuramente non è uno di noi l'autore dell'incendio. Se in futuro ci troveremo davanti a casi simili non esiteremo a chiamare le forze dell'ordine, indipendentemente dal tifo degli autori di comportamenti non adeguati", conclude la nota. 

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