"Il ministro della Giustizia non rispetta gli accordi": sit-in della Funzione pubblica Cgil

Il sindacato ha indetto una mobilitazione del personale su scala nazionale. Punta il dito contro Orlando e chiede un bando immediato per l'assunzione di 300 tirocinanti

LECCE - “Il ministero della Giustizia è inadempiente e non rispetta gli accordi”: così si legge su di un volantino della Funzione Pubblica Cgil che questa mattina ha organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede del Tribunale di Lecce.

Gli operatori di giustizia si sono riuniti in viale De Pietro, dalle ore 10 alle 12, per dare corpo e seguito allo stato d’agitazione proclamato dal sindacato al fine di rivendicare quanto pattuito col dicastero della Giustizia.  Nel mirino di Cgil c’è l’accordo per la valorizzazione, firmato con il ministro, che “registra gravi ritardi nella sua applicazione, ed è ora ad un punto di stallo”.

I sindacalisti puntano il dito contro Andrea Orlando: “Deve dimostrare adesso, mantenendo gli impegni presi con i lavoratori e con i cittadini, di voler concludere il lavoro iniziato, dando avvio alle procedure concordate e aprendo una interlocuzione con le organizzazioni sindacali per risolvere le questioni pendenti. Non vorremmo dover ricordare Orlando come il ministro che, come altri predecessori, non ha tenuto fede agli accordi”.

La mobilitazione della Funzione Pubblica è stata proclamata su scala nazionale e poggia su numerose problematiche, a cominciare dal fatto che “le assunzioni e gli scorrimenti della graduatoria di assistente giudiziario, fortemente sollecitati, stanno partendo in un clima di conflittualità tra lavoratori, a causa delle scelte errate dell’amministrazione per quanto riguarda l’assegnazione delle sedi”.

Ma non solo. Il sindacato chiede che siano riconosciute e valorizzate tutte le figure professionali, come previsto nell’accordo dell’aprile 2016. In più chiede una “positiva risoluzione dei conflitti presso gli uffici Nep, con l’emanazione di una specifica circolare chiarificatrice da condividere e concordare”.

Dal punto di vista occupazione, si rende necessario anche l’immediato avvio del bando per l’assunzione di 300 operatori per dare una prospettiva ai tirocinanti della giustizia che da anni presidiano gli uffici.

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Indispensabile, infine, “il confronto sulle sedi di assegnazione di vincitori e idonei dei concorsi e la corretta applicazione dei nuovi diritti dei lavoratori previsti dal nuovo contratto delle funzioni centrali”.

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