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La protesta di questa mattina (Foto dalla pagina del comitato No Tap)

La protesta di questa mattina (Foto dalla pagina del comitato No Tap)

Nuove proteste al cantiere Tap: sassaiole e scontri con la polizia, due feriti

Le proteste intorno alle 6, a San Foca, dove ieri i lavori erano stati bloccati. La polizia denuncia danni a un proprio mezzo, i No Tap il ferimento di due loro attivisti

SAN FOCA (Melendugno) – Nuovi momenti di tensione, a partire dall’alba, nei pressi del cantiere della Tap, a San Foca. Alcuni individui, avrebbero lanciato sassi contro i mezzi della polizia e contro quelli dell’istituto di vigilanza “Alma Roma”, convenzionato con la società del gasdotto. Stando a quanto riportato dal personale della questura di Lecce, sarebbero stati danneggiati un mezzo degli agenti e uno dell’agenzia di sicurezza, oltre alla torre faro piazzata nel cantiere. Gli attivisti del comitato No Tap, dal canto loro, denunciano il ferimento di alcuni di loro.

Una donna, di 52 anni, sarebbe stata accompagnata in ospedale  per essere medicata. Stessa sorte per un altro dei componenti del comitato, un uomo di 47 anni, colpito alla testa. Polemiche, sia da coloro che sono contrari, sia da quelli che invece sostengono la realizzazie del gasdotto, hanno cominciato ad alternarsi dai primi istanti sulle pagine dei social network come Facebook. Il clima è piuttosto rovente e la contrapposizione tra cittadini e forze dell'ordine non aiuta di certo a calmare gli animi.

La nota della questura

La questura ha fornito una ricostruzione della vicenda. "Nelle ultime ore le strade che conducono al cantiere sono state cosparse da chiodi a tre punte, peraltro anche camuffati sotto piccoli cespuglietti di erba, ed ostruite con sassi prelevati dai secolari muretti a secco, andati completamente distrutti".

"In particolare, nelle prime ore di questa mattina una cinquantina di attivisti NO TAP, tra cui anche appartenenti all’area antagonista, travisati ed armati di pietre, hanno presidiato, anche con barriere create da materiale in acciaio e plastica rinvenuto nei pressi della recinzione del cantiere, gli unici cancelli che non erano stati bloccati, come detto, da sassi appositamente posizionati per evitare il passaggio dei mezzi di cantiere".

"Il blocco è stato compiuto con un’azione violenta perché gli attivisti hanno in più punti del cantiere ed in più momenti preso di mira le Forze dell’Ordine,  che per motivi di sicurezza si sono dovuti riparare nelle proprie auto di servizio, con delle sassaiole".

Video: i disordini

"Tale azione violenta non ha consentito la movimentazione delle maestranze e, addirittura, ha ritardato il cambio delle pattuglie dell’Alma Roma e delle Forze di Polizia che, peraltro, sono state “sequestrate” all’interno del cantiere stesso, dal momento che tutte le strade erano, come detto, inaccessibili per la presenza sulla sede stradale di chiodi e sassi".

"Tale condizione di inoperatività ha imposto di effettuare un’azione decisa finalizzata ad allontanare dall’ingresso gli attivisti ed a consentire, anche se con grosse difficoltà, il cambio delle pattuglie impiegate nei servizi di vigilanza. La Questura di Lecce, in data di ieri, ha richiesto l’intervento della Polizia Locale di Melendugno, competente in materia di viabilità sulle strade comunali, per rimuovere gli impedimenti fisici posti dagli attivisti sulle predette vie comunali adiacenti il cantiere, rimossi soltanto dopo i fatti di questa mattina".

"Gli investigatori stanno visionando le immagini per individuare i responsabili, peraltro già noti perché recidivi, di tali fatti illegali e denunciarli alla Procura della Repubblica di Lecce".

Gli attivisti contro Tap

Nel corso della mattinata, è giunta anche una nota del comitato No Tap. Il testo, per quanto lungo, è riportato integralmente di seguito: "Violenza inaudita! Al terzo giorno di colazione resistente, la repressione non ha limiti. Oggi la polizia si è macchiata di omissione di soccorso dopo aver strattonato, calpestato e buttato a terra una nostra solidale, una mamma che era lì a difendere la propria terra. Ma non solo: un altro attivista ha preso manganellate in testa, subendo ferite lacero-contuse che necessitano di punti di sutura. Cosa è successo? Alcuni attivisti sorvegliavano gli ingressi dei cancelli, come avviene quotidianamente, per contrastare, bloccare e resistere al malaffare che alberga nelle campagne di San Basilio. I mezzi di Tap non erano presenti, si vedeva solo una distesa di camionette blu che, intorno alle 7, stavano per effettuare il solito cambio di guardia. Ma non è stato un semplice cambio di guardia: quando i manifestanti sono rientrati al presidio “la Peppina” per proseguire la colazione condivisa, quei pochi che erano rimasti vicino ai cancelli sono stati aggrediti da una reazione oltremodo scomposta, che non fa altro che confermare il fatto che le forze dell'ordine sono totalmente al servizio di Tap. Una mamma, una donna che difende la sua terra, è stata malmenata, buttata a terra e calpestata dalle forze dell'ordine, fino al punto di farla svenire!"

"Ma non basta questo: una volta a terra, quando altri attivisti hanno cercato di soccorrerla, i poliziotti lo hanno impedito utilizzando ancora più violenza, manganellando la gente e trascinando per terra, prendendola per piedi, la donna svenuta. E la dottoressa, che era presente all'interno del cantiere, si è RIFIUTATA di uscire a soccorrere la donna e di chiamare il 118, che è stato allertato immediatamente dagli attivisti e ha trasportato la donna in ospedale in codice giallo. Ma si sa, quando c'è di mezzo il malaffare, crolla anche la deontologia professionale di ogni individuo. Non solo omissione di soccorso, ma violenza gratuita sulla popolazione! E, nel cercare di soccorrere la donna, un uomo ha ricevuto mangannellate in testa, che hanno causato ferite lacero contuse e necessità di punti di sutura! Questo è lo Stato che difende la corruzione, questo è lo Stato violento che cerca di istigare e di colpevolizzare".

"La Questura diffonde comunicati difensivi, parlando di danneggiamenti di auto e di fari all'interno del cantiere, solo per cercare di coprirsi le spalle nel momento in cui sanno di stare dalla parte del torto. Un comunicato fatto per “giustificare” le proprie malefatte è quanto di più terribile ci possa essere. La Questura, nell'imbarazzo delle sue azioni, dirama comunicati che mistificano la realtà dei fatti, scandendo gli avvenimenti in maniera autoreferenziale, venendone fuori una narrazione tossica, che nulla ha a che fare con la verità. Un popolo stolto serve a chi vuole generare repressione. Vogliono che la gente guardi il dito, ma noi vi mostriamo la luna...".

L'ufficio stampa di Tap

Alle parole dei volontari che compongono il comitato, si sono aggunte, poco dopo, anche quelle divulgate dall'ufficio stampa della società Tap, che orachiede il sostegno delle autorità. "Tap si trova nuovamente a denunciare i ripetuti atti di violenza che da due giorni impediscono alle maestranze e ai mezzi di entrare al cantiere dove è in corso la realizzazione del pozzo di spinta per la costruzione del microtunnel per svolgere il loro lavoro".  

"Ai blocchi stradali, ai tentativi di sfondamento dei cancelli, alle minacce personali ai lavoratori, si sono aggiunti lanci di pietre, di fumogeni e di altri materiali contundenti contro le forze dell’ordine e le guardie di vigilanza privata. Risultano ferite, seppur in maniera lieve, una funzionaria di pubblica sicurezza e due guardie di vigilanza privata. Sono stati inoltre vandalizzati alcuni mezzi e autovetture".

"Nell’esprimere la sua più sentita solidarietà ai feriti impegnati a tutelare l’incolumità dei lavoratori, Tap denuncia l’assenza delle condizioni di sicurezza e serenità necessarie per svolgere lavori regolarmente autorizzati, come diretta conseguenza del mancato rispetto della legge e della convivenza civile da parte di una frangia sempre più violenta e lontana da ogni manifestazione di pacifico dissenso. Tap confida nel supporto delle autorità e delle istituzioni per garantire la ripresa dei lavori in adeguate condizioni di sicurezza”.

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