Parlamentarie 5 stelle: confermati gli uscenti ma non mancano le polemiche

I 4 salentini riconfermati dal voto on-line ai primi posti di Camera e Senato nei collegi plurinominali. Malumori nella base, in molti continuano a chiedere di annullare tutto

LECCE – Le votazioni sulla piattaforma Rousseau (riservate ai soli iscritti alla nuova associazione del Movimento 5 Stelle) si sono concluse il 18 gennaio ma i risultati, custoditi da due notai, sono stati resi noti solo ieri sera, nel corso della convention organizzata a Pescara.

Accanto ai nomi di chi ha superato la preselezione dello staff ed il successivo voto della rete - e quindi correrà per i due rami del Parlamento durante le prossime elezioni politiche - anche una classifica stilata probabilmente in base alle percentuali dei voti che però, al momento, non sono state rese note.

Il blog delle stelle registra solo una grande affluenza al voto (“il record di sempre”), annuncia che verranno resi noti a breve i dettagli delle selezioni on-line e minimizza anche i problemi tecnici che sono stati denunciati da alcuni attivisti alle prese con il sistema informatico. 

In un modo o nell’altro, lo scoglio delle parlamentarie è stato superato, ma nel Salento, come altrove, la base del movimento continua a registrare scosse telluriche. Polemiche, dietrologie e sospetti di alcuni attivisti, molti volti noti all’interno dei gruppi locali, sembrano essere stati alimentati dalla riconferma di tutti 4 i parlamentari uscenti. Tutti ammessi alle parlamentarie dai vertici, tutti votati e risultati ai primi posti dei listini plurinominali.

Nel collegio plurinominale della Camera dei deputati il primo classificato è, infatti, il leccese uscente Diego De Lorenzis. Dopo di lui Veronica Giannone, Leonardo Donno e Annalisa Urso.

Anche per il Senato, una riconferma: nei primi posti nel collegio Puglia 2 si trovano, nell’ordine, i nomi dei leccesi Barbara Lezzi, Maurizio Buccarella e Daniela Donno. Nella circoscrizione estero (Europea) per la Camera ancora un salentino, attivista storico e conosciuto: Paolo Margari.

L’ondata polemica però non si arresta e sui social network impazzano le critiche di chi è stato escluso dalla corsa (senza ulteriori precisazioni da parte dei vertici) e continua a chiedere l’annullamento delle votazioni on-line. 

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Alcuni cercano di ricomporre il quadro invocando l’unità d’intenti in vista della competizione elettorale. C’è chi si arrende agli esiti, chi non entra nel merito della querelle e chi cerca di portare acqua al mulino del M5S. Non manca neppure l’entusiasmo intorno agli uscenti riconfermati al Parlamento, anche se i giochi, fino alla composizione delle liste, non sono ancora chiusi. 

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