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Precari Asl, contratti in scadenza. Cgil chiede una proroga fino a giugno

603 lavoratori in tutto potrebbero tornare a casa all'inizio del 2018. Fp Cgil scrive ai vertici della Asl Lecce: "Molti già possiedono i requisiti per la stabilizzazione"

LECCE – Il 31 dicembre è dietro l’angolo, ma i precari della Asl di Lecce vivono con apprensione la fine dell’anno che coincide con la scadenza dei contratti a tempo determinato. Il rapporto di lavoro, per una platea di 603 persone che comprende tutte le categorie professionali (dagli infermieri agli Oss, dai dirigenti medici al personale di comparto), è stato prorogato fino a quella data dai vertici di via Miglietta.

Ma il 2018 potrebbe aprirsi con un grande punto interrogativo, considerato che dal dipartimento regionale della Salute non arrivano ancora segnali di alcun tipo in merito alla stabilizzazione di quanti, tra loro, possiedono i requisiti di legge previsti.

“Se nell’azienda sanitaria tarantina i manager si stanno muovendo diversamente, procedendo con le stabilizzazioni a partire dal nuovo anno, nella Asl di Lecce si attendono indicazioni dai piani alti della Regione Puglia ed è tutto fermo – spiega il segretario Fp Cgil, Floriano Polimeno -. Probabilmente ciò è legato all’attesa per il cambio ai vertici della direzione generale, ma il tempo stringe e i precari della Asl non hanno notizie riguardo al proprio futuro lavorativo”.

Il sindacalista ha firmato una lettera, inviata alla direzione strategica di via Miglietta, per ottenere chiarimenti in merito al problema: “Una parte del personale, attualmente impiegato a garantire un adeguato livello di assistenza, è titolare dei requisiti necessari per la stabilizzazione (Dpcm 2015; legge di Stabilità numero 208; decreto legislativo 75/2017) mentre la parte restante maturerà i 36 mesi di servizio nel 2018/2019”, si legge nella lettera.

Nel caso in cui non si procedesse con la proroga, puntualizza il segretario, si aprirebbe uno scenario preoccupante: “Sui presidi ospedalieri periferici molti lavoratori saranno costretti a smaltire le ferie arretrate nel mese di dicembre, ferie che altrimenti dovrebbero essere retribuite, e questo provocherà un sovraccarico di lavoro per il personale restante. Esistono già le prime avvisaglie di questa gestione pasticciata del problema che potrebbe mettere a serio rischio la qualità del servizio sanitario per i degenti”.

Numerosi reparti in diversi ospedali sono già in sofferenza e la coperta del personale, a dicembre, rischierebbe di diventare troppo corta: “In questo contesto diventa urgente disporre la proroga di tutti i contratti in scadenza sino alla data del 30 giugno 2018”, scrive la Fp Cgil.

“Siamo preoccupati anche perché il dipartimento regionale della Salute, guidato da Giancarlo Ruscitti, ha rimandato al 19 dicembre l’incontro con i sindacati per discutere proprio delle procedure di stabilizzazione dei precari delle Asl pugliesi – puntualizza Polimeno -: così abbiamo l’acqua alla gola”.

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