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Precari Cnr in assemblea permanente: "Senza fondi non ci muoviamo"

70 lavoratori in tutto, compresi i ricercatori, rivendicano la stabilizzazione dei contratti. Flc Cgil: "Il governo prevede risorse insufficienti per gli aventi diritto"

LECCE – Si sono riuniti nell’aula seminari del Cnr, presso il complesso Ecotkne di Lecce, e da lì non si muoveranno finché non otterranno ciò che gli spetta: ovvero la stabilizzazione del rapporto di lavoro.

I precari del Centro nazionale di ricerca, quindi i ricercatori insieme ai tecnologi ed al personale tecnico amministrativo, hanno alzato l’asticella della protesta, dichiarando lo stato d’agitazione e l’inizio dell’assemblea permanente. Si erano già fatti sentire, rivendicando attenzione sul problema che ha una dimensione nazionale, in occasione della visita - poi saltata - del presidente del Cnr, Massimo Inguscio, a Lecce.

Presidente era quindi già finito nel mirino di Flc Cgil: “Inguscio continua a nascondersi dietro ad un’assenza di fondi che, seppur reale, non può giustificare l’assenza di un documento attuativo”, denunciava il sindacato.

Da quel giorno poco o nulla è cambiato e la platea dei precari sta diventando sempre più rumorosa: 70 in tutto nella sede leccese dell’Istituto, di cui 50 hanno già maturato i requisiti per la stabilizzazione. Requisiti previsti dalla legge Madia che, con l’articolo 20,  offre alle Pubbliche amministrazioni la possibilità di assumere a tempo indeterminato il personale subordinato, reclutato con concorso e che abbia maturato almeno tre anni di servizio.

Per molti precari però il contratto è già scaduto o si avvia a scadenze frazionate nel tempo: alcune decisamente imminenti. E i fondi statali per il rinnovo non sembrano essere sufficienti, così come spiega Giovanna Occhilupo della Flc Cgil Lecce: “La previsione di spesa nella legge di Bilancio è di 10 milioni di euro nel 2018 e 50 milioni a regime nel 2019, ma queste somme basterebbero appena per stabilizzare i precari del solo Cnr che ammontano a 3 mila persone aventi diritto su scala nazionale”.

La platea dei precari, complessivamente, raggiunge cifre da capogiro: 2 mila e 200 in totale, di cui 8 mila e 800 gli aventi diritto in base ai requisiti della legge Madia.

“La nostra protesta inizia oggi a Lecce con un assemblea permanente che si allinea alle proteste già scoppiate nelle altre sedi italiane del Cnr, a cominciare da quella centrale di Roma – prosegue Occhilupo -. Non ci muoveremo da qui fino a quando il governo non avrà deciso di stanziare fondi sufficienti a sanare il problema”.

Al presidente Inguscio i precari rivolgono un’altra richiesta, ovvero quella di “avviare ufficialmente le procedure di stabilizzazione, così come prevede la legge, a partire dal 1° gennaio del 2018”.

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