settimana

Preso a pugni a 5 anni sotto gli occhi della madre: arrestato il compagno

Ai domiciliari un 34enne di Galatina. La donna è stata destinataria della sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale. Fissato per lunedì l’interrogatorio

Foto di repertorio

LECCE - Avrebbe maltrattato il figlio della compagna, un bimbo di soli cinque anni, prendendolo a schiaffi, per orecchie e si sarebbe scagliato contro di lui, sferrandogli pugni in testa e in altre parti del corpo, provocandogli  così graffi ed ecchimosi. Ma le ferite, quelle evidenti, erano la magrezza, la tristezza, la mortificazione e il pianto continuo del piccolo. Un malessere che non avrebbe trovato alcun conforto e consolazione nella madre. Questa anzi non avrebbe mai mosso un dito in difesa del figlioletto e lo avrebbe trascurato nella igiene personale e nel nutrimento, al punto che è stato lo stesso padre della donna a chiedere l’intervento della Giustizia e a ottenere così l’allontanamento del nipote, del quale oggi si prende cura una zia. C’è tutto questo e molto altro nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip (giudice per le indagini preliminari) Antonia Martalò, eseguita ieri dagli agenti del commissariato di Galatina, che ha disposto nei riguardi della madre la sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale e del suo compagno, un 34enne di Galatina, gli arresti domiciliari.

Di lei, scrive il giudice che “da una parte, ha sempre prestato una colpevole acquiescenza ai comportamenti violenti del compagno, in tal modo sottraendosi ai propri indefettibili doveri di genitore, tenuto ad una costante ed attiva opera di cura, assistenza, vigilanza e di tutela dei propri figli, sia di fronte a minacce esterne al nucleo familiare, sia di fronte a quelle ancor più subdole ed inaccettabili, provenienti dallo stesso nucleo domestico; dall’altra, ella stessa ha maltrattato il piccolo, non assicurandogli l’igiene basilare, la cura e l’assistenza necessaria”. Secondo il gip , invece, il 34enne è “un soggetto privo di autocontenimento e privo di ogni freno inibitore”. Queste le conclusioni alle quali è giunto il giudice, confortate dalle dichiarazioni dello stesso minore, ascoltato, durante le indagini, alla presenza di un’assistente sociale e di una psicologa nominate dal pubblico ministero.

Lunedì prossimo, la coppia, difesa dall’avvocato Simona Mancini, avrà modo di respingere le accuse durante l’interrogatorio. Non ci sono solo maltrattamenti in questa brutta storia. I due sono indagati anche per danneggiamento, violazione di domicilio e minaccia, perché, stando all’accusa, il 7 marzo scorso, hanno fatto irruzione nella casa del nonno materno del piccolo e approfittando della sua assenza, avrebbero minacciato di morte la convivente (in particolare sia lei che il compagno avrebbero dovuto lasciare il paese entro 24 ore altrimenti sarebbero stati uccisi con una pistola), l’avrebbero costretta a inginocchiarsi a terra e avrebbero distrutto  mobili e alcuni oggetti. I  due indagati, inoltre, avrebbero tentato di minare la credibilità dell’uomo che li aveva denunciati, segnalando falsamente che questi possedeva un’arma.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Preso a pugni a 5 anni sotto gli occhi della madre: arrestato il compagno

LeccePrima è in caricamento