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Riaprono i cancelli, eliminata la zona rossa attorno al cantiere Tap

Quando tutto lasciava presupporre il rinnovo dell’ordinanza del prefetto di Lecce, da Roma è arrivato il dietrofront

Il cantiere, questa mattina.

MELENDUGNO - Dalla mezzanotte di oggi, 13 dicembre, è decaduta l'ordinanza prefettizia che istituisce una "fascia di esclusione" attorno al cantiere per il gasdotto a San Basilio. Il provvedimento, entrato in vigore un mese addietro, è scaduto al termine dei trenta giorni previsti e non è stato rinnovato sebbene tutto lasciasse pensare che la proroga fosse una questione automatica, alla luce delle ragioni di urgenza (dei lavori) e prevenzione (sicurezza delle maestranze e ordine pubblico) che motivarono la prima, contestata ordinanza.

Colto di sorpresa, ma con soddisfazione, il sindaco di Melendugno, Marco Potì: “Si tratta di una decisione che ci ha stupito anche se siamo sempre stati convinti che la forte militarizzazione col filo spinato, gli otto cancelli, i turni di sorveglianza con centinaia di uomini erano sproporzionati. Il fatto che il ministero abbia voluto correggere la rotta significa l'ammissione di un errore che ha comportato fatti come quelli di sabato, quando ragazze e ragazzi che vogliono difendere la loro terra sono stati portati con la forza in questura e denunciati".IMG_20171114_105539-6 Tap, attraverso il suo country manager, Michele Mario Elia (leggi l'intervista) ha assicurato che le operazioni in cantiere stanno andando avanti.

Ma è chiaro che da un punto di vista politico, a Roma, è accaduto qualcosa negli ultimi giorni: in piena campagna elettorale sono prevalse, anche alla luce di quanto accaduto a San Basilio e Lecce nelle ultime settimane, le perplessità rispetto al ricorso ad un provvedimento, partito per input dello stesso governo e vissuto come impopolare dalla comunità locale perché limitativo delle libertà personali, come quella di recarsi sul proprio terreno agricolo se non grazie ad una autorizzazione.

Insomma, avvicinarsi al voto col marchio della zona rossa, sembra non convenire a nessuno. La notizia di queste ore fa il paio con il rinvio, in seno alla Banca Europea degli Investimenti, della discussione sul mega prestito da un miliardo e mezzo di euro a Tap per i lavori dal confine greco-turco al suolo italiano. Sul punto Elia ha fatto spallucce, dichiarando di non aver alcun problema rispetto alla necessità di approfondimenti emersa ieri in seno al Board of Directors della Bei.

Dalla mezzanotte di ieri, dunque, aperti gli otto cancelli che delimitavano la "zona rossa", resta da capire cosa accadrà nei prossimi giorni per quanto riguarda la recinzione in cemento e metallo, i cui costi sono stati sostenuti da Tap, lunga oltre due chilometri: i lavori di smantellamento sono già iniziati.

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