Martedì, 15 Giugno 2021
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Scoperte archeologiche: accanto all’altare del tempio le ossa animali

E’ stato rinvenuto a Castro la scorsa settimana il prestigioso elemento appartenente al luogo di culto di Atena. Nuovi reperti indicano il tipo di sacrifici utilizzati dalla popolazione locale

Gli scavi di Castro (l'altare sotto la recinzione metallica)

CASTRO – La storia mantiene sempre le promesse: chi cerca, trova, soprattutto tra i luoghi mitologici che furono di Enea.  Gli archeologi non si sono fermati alla sola statua della dea Atena (di cui LeccePrima ha scritto due anni addietro), il cui prestigio ha fatto il giro del mondo nell’estate del 2015. La scorsa settimana, infatti, è spuntato anche l’altare  della divinità e il sito di Castro si riconferma come uno dei più interessanti nel settore dell’archeologia classica. Ma, per aiutare gli storici a ridefinire gli usi delle popolazioni del tempo, migliaia tra ossa e reperti. Il 27 settembre sono riprese le attività di scavo archeologico nell’area dell’antico Santuario di Minerva, interrotte lo scorso anno. La campagna di scavo si è conclusa proprio in questi giorni con la nuova scoperta. Stratificazioni di ossa e numerosi altri reperti e presto, si spera, finalmente il tempio che svettava nell’antichità sul litorale  e che ora potrebbe tornare in luce.

L’altare di tipo greco, posto sotto la strada costeggiata dalla ringhiera, è stato rinvenuto in blocchi di calcarenite, decorato da un fregio dorico, l’unico in tutta la Puglia. All’interno erano stati deposti i resti dei sacrifici di fondazione, con una quantità eccezionale di ossa di animali, ora allo studio presso il laboratorio di Archeozoologia di Unisalento, e di carboni relativi alle pire sacrificali, allo studio presso il laboratorio di Paleobotanica di Unisalento. I ricercatori hanno accertato come gli animali sacrificati fossero buoi e pecore: i crani e la parte inferiore delle zampe erano destinate alla divinità. Sono le uniche tracce ossee trovate in prossimità dell’altare. Ma non è tutto. Migliaia di coppe in argilla testimoniano la devozione dalla popolazione locale: sarebbero state utilizzate, secondo i riscontri degli archeologi, per versare il vino e il latte sulle ceneri degli animali offerti in sacrificio.

Il video durante gli scavi 

IMG_5475-2Ma il tempio, al momento sepolto dai giardini privati attorno e che si spera di riportare alla luce, ha restituito altri frammenti delle sculture. Non c’è ancora traccia della testa della dea Minerva, il cui corpo di pietra è attualmente esposto nel museo di Castro, all’interno del castello Aragonese. Vi sono, in compenso, diversi altri elementi interessanti emersi, che hanno consentito di chiarire quali fossero i simboli e le figure realizzate sul tempio. Gli scavi sono stati eseguiti, su concessione del ministero dei Beni culturali al Comune di Castro, con la direzione scientifica del professore Francesco D’Andria e il coordinamento sul cantiere del professore Amedeo Galati. Nel gruppo degli archeologi anche alcuni tra gli autori del ritrovamento della grande statua: Luigi Bene, Donato Merico, Emanuele Ciullo, Andrea Carrozzo, Andrea Chiuri, Vito Giannico e Alessandro Rizzo. Gli scavi, si spera, proseguiranno sulla scorta dei fondi che verranno stanziati prossimamente. Gli interventi sono infatti ancora tanti e i ricercatori confidano in appositi fondi per poter proseguire la campagna in località Capanne. Un luogo che, in futuro, potrebbe divenire uno dei più rinomati parchi archeologici del Mediterraneo. Castro, intanto, si è “attrezzata” con gemellaggi che guardano all’Oriente.EDR_0695-2

“A luglio ho preso contatti con il funzionario del Comune di Edremit, in Turchia, per allacciare rapporti formalizzati nel patto di gemellaggio del 2011 (all'epoca, vi era la precedente amministrazione, ndr). Con sorpresa ho appreso che l’accordo era decaduto nel 2014 in seguito alla soppressione del Comune di Altinoluc, comunità di circa 16mila anime, accorpato con altre realtà locali in quella che oggi è la città di Edremit con circa 180mila abitanti”, dichiara il vicesindaco di Castro, Alberto Capraro  nelle cui mani è anche la delega alla Cultura. “Ritenendo che per Castro sia fondamentale continuare ad avere rapporti istituzionali con la città da cui è partito Enea secondo Virgilio mi sono adoperato al fine di avanzare alcune nuove proposte a partire da quelle istituzionalizzate nel 2011. Incassato l’apprezzamento da parte del Sindaco Kamil Saka, abbiamo ricevuto il 16 Agosto 2017 la nuova proposta di gemellaggio con relativo invito ad Edremit per visitare la città e partecipare al consiglio comunale con l’argomento all’ordine del giorno”.

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