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Servizio mensa degli ospedali. Ugl preme per l'internalizzazione

Il sindacato scettico sul nuovo sistema centralizzato, cook&chill, chiede rassicurazioni alla Regione Puglia sul mantenimento dei livelli occupazionali

LECCE – Il servizio di mensa degli ospedali si avvia verso una piccola rivoluzione interna per via dell’adozione del sistema cook&chill che mira ad uniformare il servizio su scala regionale, con relativo abbattimento dei costi.

La formula è già stata sperimentata con discreto successo in altre zone d’Italia e prevede la preparazione dei pasti in un punto cottura esterno agli ospedali; pasti che poi vengono poi trasportati e scaldati in loco.

La centralizzazione del servizio potrebbe portare alla chiusura, o al ridimensionamento, dei punti cottura presenti nei vari presidi ospedalieri ed il rischio, già sollevato dai sindacati, è che diverse figure professionali diventerebbero inutili ed in sovrannumero. Parliamo di una buona parte degli addetti alla preparazione ed alla distribuzione dei pasti, oltre ai cuochi. Persone che, all’interno degli ospedali, lavorano da oltre 20 anni considerato come la Asl di Lecce abbia fatto ricorso, spesso e volentieri, alla proroga per le ditte vincitrici dei vecchi bandi di gara.

Sul problema è tornato oggi il sindacato Ugl terziario per denunciare i ritardi nelle procedure di gara predisposte dalla Regione Puglia e premere per l’internalizzazione del servizio, onde evitare di mettere a repentaglio i livelli occupazionali.

“Abbiamo partecipato a diverse riunioni tenute in Regione, insieme al direttore del dipartimento della Salute, Giancarlo Ruscitti e al dottor Montanaro, in cui ci è stata illustrata la bozza di gara che lo stesso ente ha predisposto per l’espletamento del servizio – puntualizza il segretario provinciale Maurizio Lezzi -. In quella sede abbiamo manifestato la nostra contrarietà al progetto perché mette a serio rischio la tenuta dei livelli occupazionali, tagliando fuori il 50 percento della forza lavoro. Un aspetto fondamentale, però, è anche quello della qualità e della genuinità dei pasti garantiti sia ai degenti sia agli operatori, per questo le mense devono puntare su prodotti freschi e locali”.

La battaglia per l’internalizzazione del servizio mensa risale agli anni della fondazione della società in house, Sanitaservice: “Da allora abbiamo manifestato la nostra volontà con insistenza, nell’ambito dei vari incontri con i direttori della Asl che si sono succeduti. E questo perché lo statuto prevedeva che il servizio rientrasse, al pari degli altri, tra le competenze di Sanitaservice (come si evince dalla delibera numero 745 del 5 maggio 2009). Nonostante ciò, altri servizi hanno beneficiato dell’internalizzazione mentre il servizio mensa è stato escluso quando era  invece, a nostro avviso, prioritario”.  

Ugl terzario chiede di essere convocata in Regione, alla presenza del governatore Michele Emiliano e del direttore Ruscitti per chiarire il motivo per cui non si avvia la procedura in house. E minaccia lo stato d’agitazione del personale, con relativi sit-in presso i presidi ospedalieri, finché non avrà ottenuto, dai vertici di via Capruzzi, rassicurazioni relative al mantenimento dei centri di cottura all’interno degli impianti.  

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