Tangenti e appalti all'Acquedotto, via al processo. Comune di Tricase parte civile

Sul banco degli imputati sono finite otto persone tra imprenditori, dipendenti e funzionari dell’Acquedotto pugliese

LECCE – Si è aperto dinanzi ai giudici del Tribunale di Lecce il processo che vede imputati otto persone tra imprenditori, dipendenti e funzionari dell’Acquedotto pugliese in una presunta vicenda di appalti e tangenti, lavori commissionati e mai eseguiti, e persino ricatti a sfondo sessuale.

Sul banco degli imputati sono finiti Cosimo Damiano Anglano, 68 anni, di Nardò, dipendente dell’ Acquedotto pugliese; Vincenzo Arachi, 69 anni, di Nardò, ispettore di cantiere Aqp; Mario Capoccello, 47 anni, di San Pancrazio Salentino, ingegnere presso la ditta I.Cos.; Antonio Gai, 41 anni, di Cavallino, direttore operativo e responsabile sicurezza dei cantieri Aqp; Mauro Muya, 54 anni, di Lecce, direttore dei lavori e del servizio Aqp; Emanuele Rizzo, 41 anni, di Monteroni, amministratore unico della I.Cos.; Alessio Tundo, 36 anni, di Seclì, amministratore unico della Tundo srl; Michele Tundo, 64 anni, di Seclì, proprietario della omonima ditta. Le accuse contestate dal pubblico ministero Antonio Negro a vario titolo sono di frode, peculato, concussione, falso e truffa.

Nel processo si è costituito come parte civile solo il Comune di Tricase, assistito dall’avvocato Tony Indino. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Bonsegna, Francesca Conte, Giancarlo Dei Lazzaretti, Giampiero Geusa, Vito Epifani, Massimo Muci e Lorenzo Rizzello.

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A dare avvio alle indagini la denuncia della titolare di un’impresa cui Muya avrebbe promesso l’affidamento di alcuni lavori in cambio di prestazioni sessuali, ricevendo il secco rifiuto da parte della vittima. Da lì si è poi sviluppata l’inchiesta che ha evidenziato i presunti illeciti legati all’affidamento di lavori relativi alla sostituzione di tratti di fogna in alcuni comuni del Salento. Lavori affidati dietro la consegna di presunte tangenti, oppure certificati ma in realtà mai completati, per un valore di circa 134mila euro. Le opere avrebbero dovuto riguardare i comuni di Tricase Spongano, Specchia, Presicce e Supersano. I fatti contestati risalgono al periodo tra giugno del 2009 e giugno del 2011.

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