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Truffa dello specchietto, l'ennesima denuncia: nei guai un 30enne

Il fatto è avvenuto ad agosto. La vittima è una ragazza di Vernole. I carabinieri sono riusciti a identificare l'autore

LECCE – Due denunce sono state effettuate dai carabinieri della stazione di Vernole e dai carabinieri forestali di Otranto, in un caso per truffa e nell’altro per  gestione di rifiuti  non pericolosi.

Il caso di Vernole riguarda, per l’ennesima volta, una truffa con la tecnica dello specchietto. In questo caso, la denuncia della vittima, una ragazza vernolese di 24 anni, risale al 1° agosto scorso. Dopo una serie di indagini, i militari sono risaliti a   F.G., 30enne, che, sebbene nato a Copertino, ha residenza a Noto, in provincia di Siracusa, e appartiene a una famiglia ben conosciuta proprio perché diversi suoi esponenti sono dediti in mezza Italia a questo genere di attività.

Nel caso in questione, l’identificazione è avvenuta tramite immagini fotografiche. La truffa dello specchietto, come risaputo, consiste nel fermare una persona in auto, sostenendo che le autovetture si siano toccate, fino alla rottura dello specchietto retrovisore (opportunamente giaà rotto), e chiedendo una somma sul momento per il ristoro del danno. In qualche caso, si usano bastoni o palle da lanciare contro la carrozzeria dell’auto della vittima, in modo da simulare un reale contatto fra veicoli.

L’altra denuncia riguarda un 38enne di Otranto, proprietario di un terreno, ritenuto responsabile di ripetuti scarichi di rifiuti derivanti da attività di demolizione, su una superficie di circa 400 metri quadrati.

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