Sabato, 19 Giugno 2021
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"Tutti i fallimenti di Salvemini": dal traffico ai lavori pubblici, l'affondo di Perrone

L'ex sindaco di Lecce, spalleggiato dai consiglieri d'opposizione, critica a tutto spiano: nel mirino anche la gestione dei rifiuti e la sicurezza

LECCE – Polemica a tutto spiano, quella inscenata oggi dall’ex sindaco Paolo Perrone contro la giunta comunale guidata da Carlo Salvemini. I gruppi consiliari di opposizione hanno voluto tirare le somme dei primi sette mesi di lavoro della nuova amministrazione comunale (“abusiva”, a loro dire) e l’esito non è stato dei più convincenti.

In premessa una lamentela fuori programma: la sede dell’Open space di Palazzo Carafa, sede della conferenza stampa, è stata concessa al centrodestra dietro pagamento di una modica cifra. “Non è una questione economica ma di principio – avverte Perrone -: noi godiamo del medesimo diritto di rappresentanza dei cittadini garantito alla maggioranza, eppure abbiamo dovuto pagare per utilizzare la sala”.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, verrebbe da dire. E siamo solo all’inizio. L’ex primo cittadino, che ancora attende di sbrogliare il groviglio elettorale della cosiddetta anatra zoppa, ha voluto elencare i “disagi” causati da un governo cittadino composto da “dilettanti allo sbaraglio”.

Video: "Diamo voce ufficiale ai disagi della città"

Piano traffico e festività natalizie

Si comincia dal piano traffico, messo in campo in occasione delle festività natalizie, “raffazzonato, improvvisato e fortemente ideologico” che avrebbe scontentato un po’ tutti, a partire dai commercianti: “La mancanza di una programmazione di chiusure e aperture ha creato difficoltà alle attività produttive e ai cittadini: un esempio su tutti è quello di viale Marconi il cui senso di marcia è stato modificato, ma non solo temporaneamente perché la misura è rimasta in vigore”.

I dati sulle ricadute positive dello sbarramento del centro cittadino alle automobili sono stati contestati anche dall’ex assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini: “Si contano 15 mila auto in meno, che però probabilmente non sono passate solo da via XXV Luglio, perché per il resto il traffico era congestionato come al solito. Anche 20 mila visitatori in citta, in occasione del Natale, sono decisamente pochi”.

Il piano traffico fa il paio con un’organizzazione degli eventi e degli addobbi natalizi “decisamente sotto tono”. Sbagliata la collocazione del presepe cittadino, contestata la scelta di alcune luminarie, resta il paradosso “di una spesa complessiva, pari a circa 230mila euro, che ha superato i 190mila spesi da chi lo ha preceduto”.

Ma c’è di più: “Il sindaco ha proceduto con affidamenti diretti sulle attività senza interpellare il Mepa (il mercato elettronico della pubblica amministrazione) – incalza Perrone che sul punto ha presentato un’interrogazione -: vorrei sapere da Salvemini, dunque, se ha rispettato tutte le norme vigenti. E a questo punto sarebbe opportuno anche ridimensionare anche la delega dell’assessore comunale alla Trasparenza: è bene che si occupi della trasparenza altrui, senza guardare in casa propria”.

Critiche sulla gestione dei lavori pubblici

L’affondo a tutto tondo dell’ex primo cittadino (“hanno fatto poco e niente, la città ha un volto triste”) è stato rafforzato dall’intervento dell’ex assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti:  “Abbiamo assistito a scene di auto esaltazione su opere che erano state concluse da noi sul piano amministrativo, come le cave di Marco Vito e la darsena di San Cataldo”.

Lo stravolgimento dei programmi di rigenerazione urbana, a favore delle marine leccesi, sarebbe stato un altro passo falso: “Le passeggiate di comunità nelle località marine sono state un sponsor elettorale: nei fatti quelle aree non sono contenute nel documento di rigenerazione urbana e quindi rischiano di non poter essere finanziate. Speriamo di sbagliarci”.

Critica anche la valutazione sulla gestione dell’area dell’ex Tito Schipa: “Il cantiere industriale è fermo, bloccato da un rimpallo di responsabilità con la Soprintendenza, mentre bisognava imporre al concessionario un’accelerata sui lavori”.

Gli altri nodi da sciogliere

Andrea Guido, ex assessore alle Politiche ambientali, ha bacchettato Salvemini sul nodo del randagismo (“gli amici a 4 zampe sono stati abbandonati, così come i canili e i rifugi”) e sulla gestione complessiva dei rifiuti in città: “Si notano degrado e sporcizia dal centro urbano sino alle marine; il sindaco abusivo non ha provveduto alla disinfestazione quando abbiamo fatto i conti con il problema delle zanzare, né alla rimozione delle scritte vandaliche sui monumenti e sulle facciate dei palazzi storici. Intanto fioccano le discariche abusive lungo le strade e nelle campagne”. 

Bernardo Monticelli è intervenuto, invece, per denunciare una riduzione di ore, fino a 5 a settimana, nel servizio di assistenza domiciliare garantito agli anziani, così come il mancato affidamento della gestione di due ludoteche cittadine (quella all’interno della Villa comunale e quella di via Sozy Carafa).

Sul finale l’affondo di Alberto Russi, di “Grande Lecce”, rispetto all’allarme sicurezza in città, confermato dai recenti fatti di cronaca: “L’assessore Siliva Miglietta si affanna per aprire il dialogo interculturale tra diverse religioni: ben venga, ma allo stesso modo l’amministrazione dovrebbe cercare l’appoggio del questore per gestire il problema della criminalità nei quartieri”.

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