Vicenda filobus e tangenti, il procedimento sarà trasferito a Roma

I giudici hanno accolto l'istanza presentata dal legale di Massimo Buonerba. Gli atti saranno inviati dunque alla Procura della capitale

LECCE – Una storia infinita. E’ destinata a lasciare il Tribunale di Lecce anche l’ultima delle persone coinvolte nell’inchiesta sulle presunte tangenti legate al progetto del filobus nel capoluogo salentino. I giudici della seconda sezione penale, infatti, hanno accolto l’istanza di trasferimento del procedimento a Roma avanzata dal legale di Massimo Buonerba (l'ex consulente giuridico dell'allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone era l’unico imputato), l’avvocato Sabrina Conte. I 27 faldoni del procedimento saranno dunque inviati alla Procura capitolina che, a meno di una improbabile dichiarazione di incompetenza, dovranno formulare un nuovo avviso della conclusione delle indagini preliminari. Il processo ripartirà dunque da zero, con lo spettro della prescrizione che aleggia sempre di più sulla complessa e controversa vicenda giudiziaria. Secondo l’ipotesi accusatoria Buonerba avrebbe ricevuto una cifra superiore ai 650mila euro per l’affaire filobus.

Al centro della vicenda giudiziaria il denaro, un fiume di soldi pari a circa 2,8 milioni di euro, finiti sui conti svizzeri del professore salentino, di cui il 63enne leccese non ha voluto fornire spiegazioni neanche in sede d’interrogatorio di garanzia. Ed è proprio dai quei conti correnti sequestrati dalla Procura federale di Lugano, circa 2 milioni di euro presso la Buonerbacarcere-2banca Kbl e 800mila euro presso l’istituto di credito Pkb, che è nata l’informativa della magistratura elvetica che ha dato avvio all’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce.

Un fiume di denaro sospetto che ha portato all’apertura di un fascicolo prima del procuratore di Lugano, Pierluigi Pasi, e poi dell’allora procuratore Cataldo Motta. Soldi che secondo gli inquirenti, farebbero riferimento a tangenti legate a uno dei progetti più discussi e controversi della storia recente del capoluogo salentino: quello del filobus. L'accusa ipotizzata inizialmente nei Massimo Buonerba-4-2confronti del professore leccese dalla Procura di Lecce (e per cui fu emessa la misura cautelare dal gip Antonia Martalò) era di concussione. Il Tribunale del Riesame aveva poi derubricato il capo d'imputazione da concussione a corruzione. Buonerba aveva lasciato il carcere dopo novanta giorni.

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La posizione dell'ingegnere Giordano Franceschini, (arrestato il 21 novembre 2011 e poi liberato dal Tribunale del Riesame), assistita dall’avvocato Andrea Sambati, è stata stralciata e poi archiviata. Oltre a Franceschini e Buonerba, nel registro degli indagati erano finiti il figlio Roberto; l’ex funzionario di una banca di Lugano Angelo Ferrari e altri suoi due familiari: Renata e Olivier; l’imprenditore bolognese Giorgio Zoboli; Nicoletta Messina; il faccendiere Federico De Vittori (arrestato a Lugano nell’ambito di un’altra inchiesta); Dario Fabbriciani, titolare della ditta Broker Fada e Giampiero Della Massa. Per loro, le ipotesi di reato a vario titolo sarebbero di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, riciclaggio e favoreggiamento. Le loro posizioni sono state stralciate e inviate per competenza alla Procura di Milano.

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