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Influenza, Alberto Fedele: “Dal 5 novembre preveniamo con il vaccino”

Il direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl di Lecce, spiega l’importanza della vaccinazione antifluenzale

LECCE- Da quando i vaccini sono stati scoperti e introdotti in campo medico, hanno salvato milioni di vite e contribuito a far scomparire malattie mortali, come il vaiolo. Eppure molti genitori sembrerebbero aver già dimenticato gli importanti passi in avanti e i grandi benefici dei vaccini.

Ci affacciamo all’inverno, anche se dalle tiepide temperature non si direbbe, e i primi malanni iniziano a farci trascorrere nottate in bianco tra fazzoletti e termometro: i più colpiti sono i bambini e gli anziani, ossia le fasce più deboli.

“E dunque - ci dice Alberto Fedele, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl di Lecce - abbiamo uno strumento per prevenire. Usiamolo perché male non fa”.

“Inizia il 5 novembre la campagna di vaccinazione e dura fino alla fine dell’anno” prosegue Fedele “e gli studi hanno dimostrato che se abbiamo in corso un’infezione, l’influenza la peggiora”.

“Il vaccino è previsto per le persone che non hanno ancora compiuto 65 anni se sono affette da particolari patologie perché c’è il rischio che possano peggiorare. Ed è previsto per gli anziani”.

Le vaccinazioni sono tra gli interventi preventivi più efficaci a disposizione della sanità pubblica, grazie alle quali è possibile prevenire in modo efficace e sicuro malattie gravi o che possono causare importanti complicanze, sequele invalidanti e morte.

Alberto Fedele comunica che nel corso del 2018 sono stati almeno 48 i casi gravi ricoverati in rianimazione a causa dell’influenza. “Parliamo di pazienti affetti da patologie croniche come il diabete, e di soggetti affetti da malattie renali e cardiovascolari”.

Il germe circola abbastanza velocemente, quest’anno pare che sarà più aggressivo e la campagna antifluenzale è già iniziata condotta dai medici del lavoro, dai pediatri, dai medici di base.

“Inoltre – consiglia Fedele- per l’adulto sarebbe preferibile fare il vaccino contro lo pneumococco e l’herpes zoster che si diffonde a macchia d’olio”.

I bambini devono vaccinarsi dai tre ai dieci anni ed anche le mamma in gravidanza per proteggere il bimbo in grembo deve farlo: “l’influenza stagionale può comportare complicazioni respiratorie gravi, che possono condurre al ricovero in ospedale, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto. È opportuno, quindi, che le donne in gravidanza vengano vaccinate contro l’influenza. La vaccinazione, secondo le raccomandazioni delle autorità sanitarie internazionali (Ecdc, Oms), viene effettuata in qualsiasi trimestre della gravidanza, in quanto sembra non associata ad effetti avversi nel nascituro”.

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