Mercoledì, 23 Giugno 2021
social

Accuse tra Gallipoli Futura e Piccinno. Il gip non accoglie l’archiviazione

Nel marzo scorso l’assessore ha presentato una denuncia dopo la mozione, poi ritirata, e il comunicato sulla questione morale

GALLIPOLI - La lunga stagione dei veleni e delle accuse sulle inchieste e la questione morale, che nella scorsa primavera ha animato oltremisura il dibattito politico a Palazzo Balsamo, tra l’associazione e il gruppo di opposizione di Gallipoli Futura e l’assessore comunale Emanuele Piccinno, avrà il suo ulteriore strascico in tribunale. E si schiudono le porte del processo per dirimere la controversia dopo che lo stesso assessore della giunta Minerva aveva presentato, nel marzo scorso, una denuncia-querela in procura a seguito delle accuse ricevute e contro il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi. Nessuna archiviazione sulla denuncia per diffamazione, per ora, così come aveva anche chiesto la procura.     

Questa mattina presso l’ufficio del Gip del tribunale di Lecce, il giudice per le indagini preliminari Simona Panzera ha emesso infatti un provvedimento di imputazione coatta a seguito della richiesta di archiviazione, non accolta, a carico del consigliere Giuseppe Cataldi e del presidente dell’associazione civica di Gallipoli Futura, Luigi De Tommasi, in quanto la “notizia di reato risulta oggettivamente e soggettivamente fondata”. Lo rende noto lo stesso assessore Piccinno, assistito dal suo legale l’avvocato Ladislao Massari. 

Dopo una mozione prima presentata e poi ritirata dal capogruppo di Gallipoli Futura, e un comunicato, poi rettificato dell’associazione civica (nella parte che attribuiva erroneamente il reato di associazione di stampo mafioso al componente della giunta Minerva), per chiedere anche le dimissioni dell’assessore comunale, lo stesso Piccinno decise di presentare una denuncia-querela in procura sulla vicenda e contro il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi in ordine al reato di diffamazione e a tutti quei reati che la stessa autorità giudiziaria avesse ravvisato in relazione ai fatti esposti. Nonostante la puntuale rettifica diffusa con un comunicato congiunto, a firma del capogruppo e del presidente di Gallipoli Futura, e l’annuncio dell’auto emendamento della mozione presentata in consiglio proprio nella parte che riguardava l’errato capo di imputazione incautamente attribuito, l’assessore comunale dell’Udc, tramite il suo legale, Ladislao Massari, ha inteso andare avanti senza concedere sconti per difendere la propria immagine nelle sedi competenti. La vicenda sembrava indirizzarsi verso un’archiviazione del caso, ma oggi la decisione del gip ha di fatto riaperto la contesa giudiziaria.    

“Il 22 marzo scorso l’associazione civica Gallipoli Futura nella persona del suo capogruppo consiliare Giuseppe Cataldi e del suo presidente Luigi De Tommasi, sferrò verso la mia persona un becero, feroce ed a quanto pare, improvvido attacco mediatico, politico, ed istituzionale” rammenta Piccinno, “tale atto mi ha fortemente ferito e profondamente segnato, senza mai scalfire però il senso profondo di rispetto verso l’Istituzione che mi onoro di rappresentare. Proprio per questo ho inteso difendere la mia persona dal brutale e basso tentativo di infamia ricevuto, ma ancor di più ho sentito l’obbligo di difendere la funzione pubblica e l’Istituzione che mi pregio di rappresentare e l’ho fatto e continuerò a farlo a mie spese e nelle dovute sedi e non certo nell’aula dell’assise comunale, né tantomeno tramite testate giornalistiche. A differenza da quanto posto in essere da tali soggetti il rispetto delle istituzioni mi obbliga a far si che il merito di tale questione sia trattato nelle sedi opportune quindi in tribunale”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Accuse tra Gallipoli Futura e Piccinno. Il gip non accoglie l’archiviazione

LeccePrima è in caricamento