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Domenica, 14 Aprile 2024
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Après La Classe: nel nuovo singolo tutta la magia de "La festa patronale"

Il brano, realizzato in collaborazione con l'Orchestra popolare Notte della Taranta uscirà il 5 maggio. Un viaggio tra processioni colorate da petali di rosa, luminarie, baracche, giostre e la banda che suona

LECCE - Domani, venerdì 5 maggio, esce “La festa patronale” il nuovo singolo dei salentini Après La Classe che regaleranno al pubblico un ritorno gioioso con la collaborazione dell’Orchestra popolare Notte della Taranta. 

Un affresco emozionante della "Festa patronale" che fin dal primo ascolto ci porta sul palcoscenico del rito popolare tra processioni colorate da petali di rosa, luminarie, baracche, giostre e la banda che suona. Il protagonista è il santo protettore fatalista e legato alla vita quotidiana, ad un ambiente laico animato dalla passione collettiva, nello scambio continuo tra sacro e profano. 

La band salentina in collaborazione con la Fondazione Notte della Taranta, torna ad un intervento culturale attivo con un testo che rende più accessibile il tesoro interiore di ogni comunità: la festa patronale. Un inno alla bellezza dell’attesa, a quell’attimo magico che ci separa dal giorno della festa, quando tutta “la nostra gente lo aspetta”.

Locandina del singolo

L’inedito è una ballad ricca di sorprendenti instantanee e intimo stupore,  dal sound etno-pop che racconta in maniera quasi autobiografica un uomo che specchiandosi nelle luci della festa  vuole celebrare il valore della profondità e dell’immaginazione del passato per non perdersi nella demoniaca percezione contemporanea di sé. 

La canzone omaggia tutte le Feste Patronali. Si apre con l’annuncio, cantato da Antonio Amato accompagnato dal basso di Valerio Combass Bruno,  del giorno della Festa. Sono le voci di Francesco Arcuti e Marco Perrone a portarci nell’atmosfera colorata del paese che festeggia il suo santo patrono. Alessandra Caiulo, Consuelo Alfieri e Giancarlo Paglialunga completano l’affresco di allegre sonorità tra i tamburelli di Roberto Chiga e Gioele Nuzzo, il violino di Giuseppe Astore e l’inconfondibile suono della mandola di Gianluca Longo.

La cover è firmata da Max Brunetti che con la sua visione artistica dà corpo e vita al santo che diventa,  con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, Antonio l’amico e confidente, imperfetto e fallibile.

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