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Basket e disabilità: la storia dell’ala Sabrina Bozzicolonna

Dopo l’incidente del 2008, l’atleta della rosa Lupiae Team Salento si racconta parlando della forza di volontà e dell’importanza dello sport per superare i propri limiti

TREPUZZI- “Non avevo mai fatto sport di squadra, ma avevo bisogno di uno dinamico. Così ho accettato di conoscere gli atleti della Lupiae Team Salento ed è stata soprattutto una conoscenza umana”: Sabrina Bozzicolonna è l’ala della squadra di basket in carrozzina di Lecce, che milita nel campionato nazionale di serie B. “Sapevo di essere imbranata, all’inizio, ma lo sport mi ha aiutata a spostarmi meglio”.

Sono passati dodici anni da quando la vita di Sabrina Bozzicolonna è cambiata radicalmente a causa di un incidente che le ha troncato per sempre l’uso delle gambe: passeggiava con il fidanzato per le vie di Lecce e il ramo di un albero di pino, per il forte vento che soffiava, spezzandosi, le è precipitato addosso. “Ho avuto la lesione del midollo spinale, – racconta con voce guizzante come se la storia appartenesse ad altri – ero una ragazza come tante, di 21 anni, ogni tanto correvo per mantenermi in forma, frequentavo l’università e mi piaceva andare a ballare con le amiche”.

Quando è stata ricoverata all’ospedale Vito Fazzi le dissero che avrebbe potuto avere delle speranze, che forse avrebbe ripreso a camminare. Ma quando è stata trasferita al centro di Imola per la riabilitazione, ha iniziato il percorso “perché la mia lesione midollare era completa. Ho capito che dovevo rendermi autonoma nella parte superiore del mio corpo, ho iniziato a capire quale sarebbe stata la mia vita: non sempre in salita, ma con alti e bassi. Anzi, all’inizio solo tanti bassi”.

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Eppure, in quel percorso Sabrina ha sviluppato la crescita personale e la possibilità di superare le paure comuni a tutti i ragazzi sulla sedia a rotelle. “Quelli che vedevo al centro erano padroni della loro vita, dei loro movimenti e allora ho iniziato ad avere lo stimolo per lottare in quei sei lunghi mesi”. Però, al termine, Sabrina ha dovuto fare i conti con la realtà perché come dice lei “quel centro era una bolla, una campana di vetro in cui tutti eravamo uguali. Ma tornata a casa era un altro mondo”.

sabrina sfilataSi è scontrata nuovamente con i normodotati, Sabrina, che orami era diventata una sola cosa con la sua carrozzina. Ma, come dice Nelson Mandela, “lo sport può portare speranza dove una volta c'era solo disperazione” e allora la guerriera salentina ha accettato l’invito dell’associazione sportiva “Lupiae Team Salento”: “Pronto? Sei Sabrina? Ciao, vuoi venire a giocare con noi a basket?”. Dall’altra parte del telefono c’erano il direttore sportivo Gianni Landi, Rocco Bortone, storico fondatore e atleta dell’associazione, Simone Spedicato e tutta la squadra del basket in carrozzina per incoraggiare questa donna a giocare una nuova partita della vita.

“Tutto prende una piega diversa quando incontri persone valide ed esempi buoni, ma ti rendi anche conto di quanto le barriere architettoniche siano costruite dalle nostre menti. Siamo incivili e di strada da fare sull’educazione civica ne abbiamo ancora tanta”, dice Sabrina raccontando di quando le auto vengono parcheggiate davanti alle rampe o sulle strisce pedonali.

happy casa

Sono passati sei anni da quando l’ala Sabrina Bozzicolonna, indossando la maglia numero 87 nella rosa del “Team Lupiae Salento”, tira a canestro, passa la palla a spicchi ai suoi compagni di squadra e disputa le partite sul parquet del campionato nazionale di basket in carrozzina. E una volta, nel gennaio 2018, con la Lupiae Team Salento ha perfino sfidato la squadra dell’Happy Casa nel “Palapentassuglia” di Brindisi in un pomeriggio che ha insegnato tanto a tutti i presenti. “E se oggi dovessi dare un consiglio, direi di sì, giocate a basket perché lo sport unisce, aiuta a diventare forti, a impegnarsi sia a livello fisico che intellettuale perché è fatto di strategie e schemi. E se superate quelli mentali, saprete superare tutte le battaglie”.

La storia di Sabrina Bozzicolonna, che ha anche sfilato sulle passerelle di New York come modella, dimostra che non soltanto Alex Zanardi o Bebe Vio, sono atleti vincenti, ma ci sono anche i tanti che senza le luci dei riflettori vincono una gara importante ogni giorno e che “i moment bui, prima o poi, passano e torna il sole in qualche modo” dice sorridendo Sabrina Bozzicolonna.

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