Bicipolitana di emergenza e più aree pedonali, la proposta per la fase 2

Le associazioni e le aggregazioni impegnate per la mobilità sostenibile chiedono al sindaco Carlo Salvemini interventi per assicurare il distanziamento sociale

LECCE- Assicurare ai cittadini una fruizione in sicurezza dei servizi della città nella delicata fase della vita sociale attraverso un nuovo sistema che garantisca gli spostamenti con distanziamento sociale è l’appello delle associazioni impegnate nella mobilità sostenibile che propongono una soluzione al sindaco Carlo Salvemini: una Bicipolitana di emergenza e più aree pedonali.

Così le associazioni Adoc - associazione difesa e orientamento dei consumatori – Lecce, Ciclofficina popolare Knos – Lecce, Ciclopica, circolo Tandem,  Città fertile, Comitato verde Santa Rosa, Contropedale, Fiab Lecce Cicloamici, forum Ambiente e salute, Friday for future Lecce, Rebike altermobilit, Salento bici tour, Salento e-Cycling, Slow active tour, Veloservice, Wwf Salento, www.salento.bike, Zemove.it | Z.T.T. srl intendono far fronte  all’arrivo della seconda fase dell’emergenza sanitaria.

Nell’immediato futuro la diminuzione delle restrizioni adottate in seguito alla pandemia da Covid- 19 comporterà necessariamente una nuova condizione di emergenza-mobilità, con conseguente incremento dell’inquinamento ambientale, anche a Lecce e nel Salento. Come ha sottolineato l’Organizzazione Mondiale della Sanità in suo vademecum, gli spostamenti da preferire sono quelli in bici e a piedi. La bici, sono sempre parole dell’Oms, è perfetta per mantenere la distanza ed evitare gli assembramenti e per migliorare la forma fisica della popolazione.

La bici è un mezzo straordinario, che da solo può diventare uno strumento per combattere l’inquinamento, migliorare la vivibilità della città e aumentare la salute dei cittadini (uno degli aspetti che ha reso il Coronavirus così aggressivo è la scarsa salute di base di molte persone).

L’arrivo della seconda fase di questa emergenza sanitaria necessita ancor di più la sicurezza stradale per i cittadini per non gravare sulle strutture sanitarie e non ricadere negli stessi errori compiuti fino ad adesso. La sicurezza di spostamento per le fasce deboli di utenti della strada, deve essere la priorità in questo difficile momento.

Le condizioni climatiche della provincia di Lecce, per fortuna, rendono possibile e auspicabile una “mobilità dolce”, in bicicletta e a piedi, con grande giovamento per la salute e l’ambiente. L’aria che respiriamo, oggi più che mai, è decisiva per tutti, e dunque preservarla è un dovere per noi stessi e per le generazioni future.

Come sottolineato anche dalla Fiab di Lecce, è necessaria “la realizzazione di nuove regolamentazioni e/o infrastrutture soft, a basso costo e rapida attuazione, per la mobilità attiva (pedonale e ciclabile) e la micromobilità, estese a tutta l’utenza fragile, anche non convenzionali e in deroga al Codice della Strada”.

Per questo le associazioni chiedono l’istituzione di un tavolo di confronto stabile su tutte le problematiche del documento, per poter contribuire alla realizzazione delle soluzioni proposte. In particolare le sottoscritte associazioni fanno appello al Comune di Lecce affinché prenda tempestivamente in esame la necessità di realizzare a brevissima scadenza le seguenti azioni: Bicipolitana di emergenza: per garantire la sicurezza di bici e la micromobilità realizzare una vera e propria Bicipolitana di emergenza, con la creazione di corsie ciclabili, lungo le principali direttrici urbane, da realizzare con la sola segnaletica e di bike lane attraverso l’utilizzo di dispositivi di sicurezza modulare che delimitino e restringano anche provvisoriamente alcune carreggiate stradali. La rete ciclabile si può estendere facilmente anche con l’immediata estensione della percorribilità alle bici di tutte le corsie preferenziali. Questi percorsi ciclabili temporanei potrebbero poi essere trasformati nei mesi successivi in vere ciclabili, andando a costituire la Bicipolitana della città di Lecce.

Più bike-sharing: riattivazione del servizio di bike-sharing e implementazione con nuove stazioni virtuali in punti strategici della città. Incentivi con sconti e promozioni per l’utilizzo di bike-sharing e dei mezzi pubblici al fine di promuovere politiche di bike to work. Parcheggi sicuri per le bici: prevedere aree di parcheggio riservate alle bici in parcheggi coperti e custoditi nei parcheggi di scambio. Realizzare due parcheggi coperti e videosorvegliati per la “lunga sosta” delle biciclette, uno nel piazzale antistante la stazione e l’altro presso il City Terminal; possibilmente uno anche in centro. Incentivi per l’uso delle bici: agli incentivi per l’acquisto di bici, di probabile varo da parte del governo, affiancare quanto prima il sistema di rimborsi chilometrici al bike to work, come già accade in tutti i capoluoghi di Puglia con Pin Bike.

Vie ciclabili fra Lecce e il circondario: con un accordo con i Comuni vicini, destinare esclusivamente alle biciclette e ai residenti le strade secondarie di collegamento tra la città e i paesi dell’hinterland, per renderle sicure e percorribili. In questo quadro è prioritario completare la nuova pista ciclabile in fase di realizzazione Lecce-Rudiae con un tratto finale per raggiungere Ecotekne, creando così anche un collegamento diretto con Monteroni. Realizzare e valorizzare piste e percorsi ciclabili con parchi e aree verdi urbane e dalla città verso il mare (in particolare verso il parco di Rauccio).

Ztl centrale: accelerare il processo già avviato, con il divieto di accesso per i non residenti h24 e la limitazione al minimo dei permessi, in modo da assicurare al centro storico la sua vocazione turistica (con il rispetto del distanziamento sociale per chi circola a piedi) e tutelando i residenti.

Nuove aree pedonali: istituire nuove aree pedonali al centro (piazza Mazzini) e nelle zone cruciali dei quartieri, con i marciapiedi che, soprattutto nelle aree dello shopping, possano inglobare una parte della carreggiata consentendo la circolazione in sicurezza delle persone. Puntare ad ampliare le aree pedonali davanti a scuole, ambulatori e uffici particolarmente affollati, con appositi parcheggi bici.

Pedibus: realizzare ampi percorsi pedonali per attraversare la città in sicurezza, in modo che sia garantito a chi cammina il distanziamento necessario. Parcheggi di scambio: orientare il traffico automobilistico in arrivo dalla provincia negli attuali parcheggi di scambio, già usati nel periodo natalizio, assicurando un servizio navetta e aumentando il pedaggio in centro, in modo da limitare l’afflusso di auto in centro.

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