Acque agitate nell'ente camerale. Non si ferma l'onda dopo il post di Prete

Il presidente esterna su facebook tutta la sua angoscia per una serie di vicende. La consigliera Mazzotta chiede una seduta urgente della giunta

La sede della Camera di Commercio.

LECCE – Mare mosso davanti la Camera di Commercio di Lecce. L’immagine non è esagerata se si considera la eco delle dichiarazioni del presidente al suo terzo mandato, Alfredo Prete, scaturite dal post che ha inserito sul profilo facebook due giorni addietro. Poteri forti, accanimenti, intimidazioni gli ingredienti di una miscela che lo starebbe angosciando oramai da tempo.

Il punto di partenza

Il clamore ha fatto seguito alle seguenti parole, rese pubbliche sul social network alle 20.26 di lunedì: Per la prima volta nella mia vita ho paura, quella paura che non ti fa dormire la notte, che mi costringe ormai a prendere non so più quanti medicinali perché il mio colon ed il mio stomaco non ne possono più di assorbire oltre alle normali vicissitudini anche queste pressioni così cattive e violente. Ho paura perché mi trovo a combattere un nemico quasi invisibile. La storia è troppo lunga per essere raccontata e molto probabilmente tra tecnicismi ed altro vi annoierei".

Sappiate solo che esistono dei sistemi formati solo ed esclusivamente da colletti bianchi che creano delle reti che a confronto altri tipi di sistemi diventano quasi innocenti. Ho paura perché soggetti di un certo “spessore” ti dicono:" attento ti stai mettendo contro un sistema troppo forte", altri ancora illustri esperti della materia, dicono di non aver visto mai niente di simile.

Ma io pensando di essere nel giusto ho proseguito, confortato oltre che da chi mi è vicino in questo percorso anche dalla più Alta carica del territorio che ritenendo che non ci fossero I requisiti per adempiere, ha rinunciato all’ incarico affidatogli, anche per non incorrere in condotte penalmente rilevanti. Allora le pressioni sono continuate ma sempre sotto forme eleganti ed a norma di legge: valuteremo, vedremo, vogliamo parlare con il presidente in modo del tutto inusuale etc etc

Ed anche oggi a risultato acquisito, si continua, forse perché c'è ancora qualche tassello da inserire al suo posto. Ma io credo ancora che possa esistere una giustizia giusta ed allora ho preso carta e penna nel maggio 2017 ed ho scritto a chi dovrebbe verificare se sono solo un pazzo visionario o se c'è qualche verità che non deve e non può emergere.

Così come auspico che ci sia qualche organo di stampa che abbia il coraggio di far emergere ciò che è accaduto e sta accadendo perché fino ad oggi stranamente è passato tutto in quasi silenzio. Immagino che a breve partirà anche la macchina del fango così da farmi apparire non un visionario ma un personaggio poco pulito, poco onesto e non trasparente, virtù che invece hanno caratterizzato il mio percorso umano e professionale e che mi accompagneranno per il resto della mia vita. Ma ho paura…".

A cosa si riferisce?

Prete, sollecitato dai giornalisti, ha poi spiegato che la sua angoscia si è accumulata nel corso del tempo: tre anni addietro ha subito una intimidazione col recapito di tre proiettili con allegata la fotografia della moglie e della figlia. Quindi ha citato il sostanziale commissariamento subito dalla Camera di Commercio in seguito ad alcune vicende legate ad una assunzione contestata e infine ha definito come una forma di stalking la concentrazione di alcune attività di indagine sull’ente. Insomma una sorta di accanimento che a maggio scorso ha deciso di denunciare scrivendo alle autorità competenti ma che evidentemente ad oggi non ha smesso di preoccuparlo.

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Richiesta seduta urgente delle giunta

All’indomani del post, Roberta Mazzotta, componente della giunta camerale ha chiesto la convocazione urgente dell’organo esecutivo e poi una seduta monotematica del consiglio: “A mio parere – ha scritto la consigliera - quelle affermazioni pubbliche sono di una gravità inaudita. Per il ruolo che compete tutti, va chiarito immediatamente con documenti e informazioni certe alla mano e presso tutte le sedi istituzionali competenti, cosa sono i 'colletti bianchi' e di quali poteri forti si parla, al fine di tutelare lo stesso ruolo che il presidente ricopre, oltre che la persona, e quello dell'ente e di tutti i suoi rappresentanti. Sarebbe auspicabile che a quell'incontro istituzionale partecipino, su invito del presidente stesso, le autorità competenti e le forze dell'ordine affinché si accenda un faro di luce su quelle ombre. È indispensabile, e correttezza vuole, che la giunta si riunisca affinché il presidente ci spieghi quello che succede prima che ce lo raccontino i giornali. Di fronte a simili affermazioni e al rischio che gli schizzi di fango investano lo stesso, credo che sia necessario fare chiarezza. In questo caso l'inerzia sarebbe ingiustificabile. Abbiamo tutti il diritto/dovere di approfondire la questione: probabilmente, con quel post su un social, lo stesso presidente ha manifestato l'intenzione di spiegare a tutti quello che sta accadendo”.

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