Capodanno, meno botti e più rispetto: appello di due consiglieri comunali

Al di là del tradizionale sparo dei pupi monito congiunto a Gallipoli di Fiore e Piro. A Nardò divieto sino all’8 gennaio

GALLIPOLI – “Io dico no ai botti” è il tradizionale adagio che, quasi con rituale cadenza, si rinnova a tutte le latitudini in attesa del conto alla rovescia del 31 dicembre di ogni anno. Un appello contro i fuochi e i botti rumorosi e assordanti, e soprattutto contro quelli proibiti e pericolosi. Un appello alla responsabilità e alla tutela di persone e anche degli animali. E quest’anno un monito congiunto per sensibilizzare le coscienze e indirizzarsi verso l’abbandono di un Capodanno rumoroso in favore di uno più rispettoso arriva anche da Palazzo Balsamo a firma dei consiglieri comunali Caterina Fiore e Vincenzo Piro, e condiviso anche dal sindaco Stefano Minerva e dagli amministratori. Della serie, “loro” dicono no ai botti.    

Caterina Fiore-2"Siamo in un periodo dell'anno molto particolare dove, specialmente a Gallipoli, si sente forte il richiamo della tradizione. I pupi, fiore all'occhiello della cultura tradizionale gallipolina, rappresentano dei micro-eventi molto attesi in ogni quartiere” spiegano i due consiglieri, “quest'anno però sentiamo il dovere di fare un appello alla cittadinanza e di spronare la collettività ad un festeggiamento responsabile e consapevole. Nel rispetto di chi ci circonda invitiamo tutti a non acquistare o far uso dei cosiddetti botti di Capodanno al fine di non ledere la sensibilità sia degli animali che delle persone. Sappiamo tutti quanto un boato possa destare fastidio ai nostri amici a quattro zampe” concludono Caterina Fiore e Vincenzo Piro, “per questo motivo chiediamo uno sforzo collettivo: abbandoniamo l'idea di un Capodanno rumoroso in favore di uno più rispettoso”.

Proprio la tradizionale notte dei fuochi e lo sparo dei pupi impedisce all’amministrazione comunale di Gallipoli di predisporre un’ordinanza di divieto ai botti di Capodanno, ma è del tutto evidente che l’appello esplicito a limitare l’uso e lo scoppio arbitrario di fuochi, petardi e soprattutto bombe carta e altro materiale esplodente è sempre valido. Com’è noto, i Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare la vendita dei materiali pirotecnici quando si tratta di prodotti per i quali è consentita la commercializzazione, ma possono comunque disciplinarne le modalità e i tempi di utilizzo. Ma al netto di norme ed eventuali divieti, a prevalere deve essere sempre il buon senso e un grande senso di responsabilità civica ed  individuale.           

Nardò: stop ai fuochi fino all'8 gennaio

A Nardo’ invece è sempre vigente l’ordinanza del sindaco Pippi Mellone a tutela della incolumità delle persone e della quiete pubblica. Già a partire dalla vigilia di Natale e sino alle 7 di lunedì 8 gennaio non è consentito, infatti, sul territorio comunale accendere, lanciare e sparare fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e simili.

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Il divieto è contenuto nell’ordinanza del 20 dicembre scorso, a firma del primo cittadino, con cui si vogliono azzerare i rischi della consuetudine dell’accensione e del lancio di fuochi d’artificio nel corso degli ultimi giorni dell’anno. In particolare, questa usanza implica il pericolo di danni alla incolumità delle persone e degli animali e una serie di conseguenze per la quiete pubblica in ambito urbano e soprattutto in prossimità di scuole, uffici pubblici e luoghi aperti al pubblico. Com’è detto i Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare la vendita degli artifici pirotecnici quando si tratta di prodotti per i quali è consentita la commercializzazione, ma possono disciplinarne le modalità e i tempi di utilizzo. La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative di importo compreso tra 25 e 500 euro, il sequestro del materiale e la successiva confisca, fatte salve eventuali e ulteriori sanzioni penali.

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