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Radiologia del “sentire”: “Caro bimbo”, il successo editoriale di Alberto Zuccalà

Il graforecensore, radiologo leccese, ha pubblicato la raccolta di pensieri al tempo del coronavirus dedicata a “chi non sarà ancora troppo grande nel 2040”. Lettura consigliata anche da Massimo Gramellini

LECCE- Ha fatto compagnia ai follower condividendo sul proprio profilo Facebook i pensieri che hanno animato le profondità del suo cuore, durante il primo lockdown. Ha raccontato la quotidianità di un medico al tempo del coronavirus analizzando ogni sfaccettatura del suo sentire, del sentire di tutti e, facendo tesoro delle proprie esperienze, le ha poi donate tutte insieme in un libro dal titolo “Caro bimbo. Pensieri di un giovane medico al tempo del Covid per chi non sarà ancora troppo grande nel 2040”.

Il graforecensore Alberto Zuccalà, radiologo leccese di professione, scrittore e disegnatore per passione, ha pubblicato un successo editoriale consigliato anche da Massimo Gramellini, il vicedirettore del “Corriere della sera”, che l’ha ricevuto in regalo per Natale dalla moglie. “Una piccola perla introvabile” dice di averlo definito il suo amore Simona, mentre posta la foto della copertina del libro sul suo profilo Instagram e tagga Alberto Zuccalà, una scoperta continua.

Cos’è un graforecensore? È qualcosa che ha inventato proprio il radiologo di Lecce perché la notte, mentre tutti dormivano, prendeva in mano una matita o un carboncino e illustrava il significato dei libri che lo rapivano. Perché laddove le parole non bastano più, ci pensa l’arte. E Alberto Zuccalà è nato anche radiologo dei sentimenti, oltre che del corpo, perché riesce a interpretare il sentire universale.

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