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Boom di furti di cellulari: centinaia di denunce, ventisei quelli rintracciati

I carabinieri di Gallipoli hanno recuperato i terminali dopo meticolose indagini. Erano finiti nelle più disparate zone d'Italia. La maggior parte rubati in spiaggia o discoteca nella zona della Baia Verde

GALLIPOLI – Estate, riviera jonica, il relax sotto l’ombrellone. Il calore accarezza la pelle, le onde del mare hanno un suono ipnotico. Gli occhi si chiudono. E quando si riaprono, un brivido freddo percorre la schiena, subito dopo aver allungato la mano e non trovando più il proprio cellulare. Sparito. Qualcuno ha pensato bene di allungare la sua, di mano, e incassare.

Recuperati ventisei cellulari

Se ne parla sempre poco, ma il furto di cellulari è uno dei fenomeni più diffusi e preoccupanti. Nell’uomo contemporaneo può provocare il panico più che per la sparizione di gioielli e soldi. Con le sue molteplici funzioni, la memoria sempre più sviluppata, uno smartphone, si sa, è ormai un’estensione del corpo e della mente, un archivio di lavoro e fotografico, un magazzino di atti e ricordi, un serbatoio di segreti racchiusi nei meandri di cartelle e sottocartelle.

Perdere il telefono quando si è in vacanza, poi, lontani da casa, è un incubo doppio. Ecco perché fa effetto sapere che i carabinieri della stazione di Gallipoli, da settembre agli ultimi giorni, lavorando senza sosta, districandosi fra palate di dati, ne hanno recuperati ben ventisei. Tutti rubati l’estate scorsa e appartenenti perlopiù a turisti arrivati nel Salento da ogni parte d’Italia.  

Baia Vede l'area più colpita

La vasta operazione contro la ricettazione (il reato contestato a tutti coloro che sono stati trovati in possesso dei terminali; più complicato provare anche l’attimo fuggente del furto) è nata proprio dalle numerose denunce presentate nel corso della bella stagione. Un mare di denunce. I luoghi nei quali più di frequente sono avvenute le sottrazioni? Le spiagge, di sicuro, ma anche le discoteche, con la zona della Baia Verde di Gallipoli nella pole position dello scippo mordi e fuggi.

Nulla è però stato archiviato in un polveroso cassetto. Le segnalazioni avanzate in caserma hanno rappresentato lo spunto per un’attività investigativa di ampio respiro. E pensare che è solo la punta dell’iceberg, perché sono ovviamente molte di più le denunce dalle quali si è partiti, ma che non sempre hanno prodotto frutti.

Ritrovati in mezza Italia

Di sicuro, i militari gallipolini, in maniera meticolosa, hanno seguito le tracce di ogni dispositivo rubato acquisendo i tabulati sulla base di ogni singolo codice Imei (l’identificativo dei cellulare) e tracciando le relative celle. I dati raccolti (una mole, come detto, non indifferente) hanno permesso di individuare vari spostamenti, fino alla posizione precisa di ben ventisei apparecchi. E con l’aiuto dei carabinieri di altre località italiane, si sono svolte le successive perquisizioni domiciliari.

I dispositivi riconosciuti per marca, modello e codice identificativo sono così tornati nelle ,mani del  legittimo proprietario. I ventisei soggetti individuati, risiedono in svariate province: da quella di Lecce, fino Bari, Benevento, Modena e Milano, per citarne solo alcune. Ventidue indagati sono di nazionalità straniera, sebbene residenti in Italia.

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