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La chiesa di Santa Maria, oggetto principale dei lavori di recupero.

La chiesa di Santa Maria, oggetto principale dei lavori di recupero.

Sospesa nel tempo, lontana dal brusio: l'abbazia di Cerrate rinata grazie al Fai

Presentato il risultato del primo lotto dei lavori, che consente già una ampia fruibilità. Una meraviglia nelle campagne di Lecce, recuperata grazie all'impegno del Fondo Ambiente Italiano

LECCE - Dopo oltre due anni di restauri coordinati dal Fondo Ambiente Italiano - che ha avuto il sito in concessione dalla Provincia di Lecce nel 2011 – l’abbazia di Santa Maria a Cerrate è pronta ad accogliere i visitatori ma anche i fedeli.

Si tratta di uno dei beni monumentali e architettonici di stile romanico più affascinanti del Mezzogiorno, la cui fruibilità consentirà a Lecce, nel cui territorio ricade, e a tutto il Salento di offrire ai turisti un altro luogo di struggente bellezza, sospeso nel tempo e distante dal brusio delle vie cittadine.

In una affollata conferenza è stato presentato il risultato del primo lotto dei lavori, che comunque consente già un’ampia fruibilità del complesso: gli interventi si sono concentrati sulla chiesa, ma anche altri ambienti dell’abbazia hanno acquisito una nuova funzione. Da giugno ci sarà una foresteria, già disponibili un piccolo ristoro, una sala didattica, uno shop e la biglietteria.

Nel restauro della chiesa particolare importanza ha avuto quello degli affreschi, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Puglia e con la consulenza dell’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro di Roma. Si è trattato di un lavoro paziente, che ha implicato anche la rimozione e pulitura dei restauri eseguiti tra gli anni 60 e 70 e che alla fine ha restituito una testimonianza prestigiosa della produzione pittorica bizantina del XII e XIII secolo del Mezzogiorno d’Italia.

Nell’occasione sono stati ripristinati anche altri ambienti tipici della vita monastica: il mulino, del quale nella fase di restauro sono state trovate le fondazioni, il forno e una vasca di pietra. Nell’imminente prosieguo dei lavori è prevista la ricostruzione dell’Altare della Santissima Vergine, smontato e conservato in pezzi dal 1971: l’8 settembre, in coincidenza con la Natività della Beata Vergine Maria ci sarà l’inaugurazione.

Molto soddisfatto il presidente del Fai, Andrea Carandini, che non è voluto mancare all'appuntamento: "Un monumento non è mai una unità statica, ma un fiume di azioni umane e naturali che mai smette di scorrere, a volte impetuosamente, in vari rami. Dare valore a un monumento significa conoscere i meandri di questo umano fluire, scoprendoli, capendone la bellezza e la storia, e raccontandoli - magari dopo decenni di decadenza e di errate azioni - per ritrovare radici disperse e per risuscitare oggi una comunità locale”.

Ma la riapertura dell’abbazia significa non solo il lancio definitivo di una meta turistica di primo livello, ma anche il ritorno del culto: domani, sabato 7 aprile, il vescovo di Lecce, Michele Seccia, celebrerà una messa nella chiesa che sarà dunque riconsacrata: non accadeva da 40 anni. Durante tutta la giornata ci sarà la riedizione della tradizionale fiera agricola, viva fino agli anni 50, e ancora impressa nella memoria dei più anziani.

“È una pagina storica – ha dichiarato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone -  Grazie al prezioso e tenace lavoro del Fai, un bene tra i più inestimabili del patrimonio della provincia di Lecce, quale è Cerrate, si trasforma in un sito culturale vivo, in un polo d’attrazione all’interno dei circuiti turistici nazionali e internazionali. Abbiamo costruito così un modello vincente di sinergia pubblico-privato nel campo della tutela e della fruizione dei beni culturali, di cui la comunità salentina tutta può essere orgogliosa”.

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