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“Sei la nostra quercia”: la dedica della famiglia per i 100 anni di nonno Sebastiano

Sebastiano Mellone, di Copertino, classe 1923, raggiunge uno splendido traguardo. Con l'adorata moglie Maria, 94enne, sempre accanto, quattro figli, otto nipoti e tre pronipoti

COPERTINO – Quante vite si attraversano in cento anni? L’adorata moglie Maria, oggi 94enne, sempre accanto, quattro figli (Giuseppe, Claudio, Marilena e Patrizia), otto nipoti e tre pronipoti esprimono ogni concetto più di mille parole. Una grande ed estesa famiglia e una festa che coinvolge un’intera comunità.

Cento anni sono quelli che compie Sebastiano Mellone, di Copertino. Classe 1923, durante la Seconda guerra mondiale patì anche la prigionia e, una volta riconquistata la libertà, la sua fu una fuga davvero lunga avventurosa: dalla Russia al paese natio, a piedi.

Al ritorno, per guadagnarsi da vivere, si rimboccò le maniche e, con l’umiltà e la gentilezza che da sempre lo contraddistinguono, iniziò a fare il venditore ambulante di biancheria intima. A Copertino tutti lo conoscevano per questo come “calze e fazzoletti”. Per anni ha percorso le vie del paese, prima girando con il carretto, poi con un’Ape quando la Piaggio sfornò i primi esemplari a partire dal lontano 1948. 

“In questo giorno speciale vogliamo dirti grazie per essere parte della tua vita straordinaria”, hanno scritto per lui figli e nipoti, come dedica. “Per la forza, l’amore e la perseveranza con la quale hai saputo tenere unita la tua, nostra famiglia.  Grazie di essere tuttora il nostro grande punto di riferimento. Auguri alla nostra Quercia che oggi compie 100 anni”.

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Una delle nipoti, Sara Mellone, per l’occasione ha anche scritto una poesia dedicata a nonno Sebastiano, intitolata “Piccolo seme”.

PICCOLO SEME

Eri un piccolo seme anche tu

Accolto in una terra nera e calda

Divenuta casa e scrigno

Per le tue radici profonde

Che hanno sfidato l’arsura

E intercettato quei timidi filamenti d’acqua

Che hanno sospinto i tuoi primi germogli.

E quante lune e vento e piogge

Prima di innalzare la tua fiera corteccia

D’ulivo nervosa

Tessuta da vigorosi intrecci

E delicati ricami, rami

Spezzati sì da grandine

Ma che hanno forato gelate

Perché mai hanno arrestato la loro corsa

Verso il cielo terso e blu.

Ogni stagione ha con sé sfide e frutti

E tu per noi li hai seminati, coltivati e raccolti tutti.

All’ombra della tua bella chioma

Insieme ci ritroviamo

Per dirti il nostro grazie

A te che ci hai amato da molto lontano!

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