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So this is Christmas, so “This is us”. Il consiglio per una vacanza sul divano

Giunta in Italia alla quarta stagione, contiene tutti quegli elementi, dalla leggerezza al senso di umanità di cui in questo periodo storico c'è disperato bisogno

LECCE - Una delle polemiche che mi capita di fare più spesso con i miei amici è la seguente: quanto sono più divertenti e geniali le canzoni che John Lennon ha scritto nel periodo delle droghe e delle peregrinazioni, rispetto a quelle che invece ha composto una volta diventato un normalissimo borghese, marito e padre di famiglia, felice ed appagato?

Voglio dire: vuoi mettere una Eleanor Rigby o una Yellow Submarine con Imagine o Happy Xmas? Il paragone non regge nemmeno per sogno. Tuttavia, questo santissimo 2020 ha portato a sovvertire anche certezze granitiche come questa, facendomi concludere che alle volte, invece, la pace, l’amore, la famiglia e la fratellanza sono esattamente le cose che ci servono per attraversare momenti come questo, in cui la luce in fondo al tunnel non sappiamo quanto ancora sia lontana.

Per questo motivo ho pensato di consigliare la visione di una serie in cui, per carità, i drammi non mancano, ma tutto è narrato in una salsa agrodolce che fa un po’ da petite madeleine di un’infanzia felice, spensierata, in cui ti bastava una giornata in piscina con la tua famiglia per toccare il cielo con un dito. Statunitense, creata dal regista e sceneggiatore Dan Fogleman, la serie si chiama This is us e in Italia è arrivata alla quarta stagione (la quinta sarà disponile nel 2021).

Tutto ruota intorno a Jack e Rebecca Pearson, due giovani carini e disoccupati che si innamorano, si sposano dopo tipo due ore dal loro primo incontro e che, come nel più autentico scenario americano, coronano il loro sogno di mettere su casa e famiglia. E che famiglia!

Già, perché Rebecca rimane incinta di tre,  dico tre,  gemelli, una roba che avrebbe mandato in crisi anche la famiglia Bradford e gli Ingalls della Casa nella prateria, ma non loro, non i Pearson, che apprendono la notizia con gioia e si preparano al lieto evento con entusiasmo.

Purtroppo però qualcosa va storto al momento del parto e uno dei tre gemellini non ce la fa, ma nonostante il dolore, Jack e Rebecca riescono a trasformare questo tragico evento in qualcosa di buono, perché proprio nello stesso giorno un neonato è stato abbandonato davanti ad una caserma dei vigili del fuoco, e loro decidono di adottarlo, tornando comunque a casa con tre pargoletti.

Caso vuole che proprio questo bimbo adottato diventerà il mio personaggio preferito: secchione, simpatico, ironico, dedito a lavoro e famiglia, sempre pronto a tendere una mano nei momenti di bisogno. Anche i due gemelli saranno personaggi interessanti, persi un po’ dietro problemi alimentari e di dipendenze, ma sempre animati da buoni sentimenti e saldi princìpi.

Ecco, questa serie è lunga, ed è tutta così, affronta tematiche profonde, alle volte drammatiche, ma lo fa con lo spirito giusto: leggerezza, umanità, tolleranza e comprensione verso il prossimo. Tutti ingredienti di cui in questo momento sentiamo spaventosamente bisogno, e che ci auguriamo di trovare sulle nostre contingentate tavole nelle ormai prossime feste.

Vi saluto, quindi, augurandovi buona visione, buon natale e buon anno. Let’s hope it’s a good one, without any fear.

*Chiara Melissano, classe 1981, mi occupo di comunicazione e marketing. Sono cresciuta a pane e Afterhours e Giovanni Lindo Ferretti, adesso invece studio, lavoro, guardo la tv, vado al cinema, faccio sport. E non sono fedele alla linea. Sono però fedele ai miei amori, ai miei amici, ai miei colleghi e, last but not least, alla mia parrucchiera.

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