Covid-19, quarantene e scacchi: tutti pazzi per la regina Beth Harmon

La nuova serie di Netflix ha sbancato sotto ogni aspetto, complice un interesse ritrovato per la scacchiera durante il lockdown e un’affascinante stella nascente che vi fa scoprire la prospettiva poetica e avvincente di uno dei giochi più antichi

Ammettetelo, avete appena terminato di vedere l’ultimo episodio della miniserie e già vi mancano i suoi sgranati e maliardi occhi che ipnotizzano gli avversari (e voi), i suoi modi eleganti e i silenzi dettati da una travagliata esistenza: Elizabeth Harmon mancherà a tutti, ma sopravviverete con una sola mossa, giocando a scacchi.

Gambetto di donna o difesa siciliana, da quando la nuova serie di Netflix, La regina degli scacchi (The Queen’s Gambit in originale), è sbarcata sul piccolo schermo diventando un cult e la serie tv più vista in Italia al momento, le piattaforme online di scacchi hanno raddoppiato gli iscritti: Chess.com, per esempio, uno dei siti mondiali della scacchiera, ha registrato oltre 12milioni di nuovi iscritti, rispetto alla sola metà del 2019.

Tuttavia, non solo artefice una storia che si divora in un attimo, che appassiona e coinvolge anche chi non conosce le regole, ma complice la riscoperta del gioco degli scacchi durante la quarantena da pandemia Covid-19. Tanto (troppo) tempo a disposizione e pazienza sono convogliati sui pedoni, cavalli, torri, regine e re.

Che il gioco di scacchi sia meravigliosamente tornato di moda lo dimostra anche l’accordo tra Miur e Coni, nel quale Federazione scacchistica italiana rientra come “disciplina sportiva”, attraverso il quale è possibile insegnare gli scacchi in orario curriculare: a oggi sono circa 140mila i ragazzi che svolgono questa attività. Una realtà associativa, quella di Federscacchi, che in Italia, proprio in questo 2020, compie cento anni e che sicuramente i festeggiamenti saranno rinviati al prossimo anno.

The Queen’s gambit, la serie Netflix e il libro cui è ispirata (no spoiler)

A 9 anni Beth Harmon è una ragazzina dal destino segnato. Almeno all’apparenza. È sola, non troppo bella, né particolarmente loquace e, soprattutto, spaventata dal mondo che la circonda. Cresce non comprendendo perché la madre abbia portato fuoristrada la macchina su cui viaggiavano, chiedendole di chiudere gli occhi. Ma c’è un microcosmo che riesce a dominare: quello degli scacchi.

Scoperti grazie all’inserviente dell’orfanotrofio del Kentucky in cui è rinchiusa, Mr Shaibel le insegna a giocare, intuendo il potenziale della piccolina. Ma anche di una mente brillante e geniale e di una determinazione che porta Beth ad allenare fino allo sfinimento il suo incredibile talento.

La serie tv La Regina degli Scacchi è commovente e avvincente, poetica e dai tratti drama. Un show cinematografico che catapulta negli anni ’60, è una storia di formazione che parla di scacchi, di competizione, di una giovane donna che cresce e trova il suo posto nel mondo, nonostante le premesse non fossero le migliori. È una storia di speranza e riscatto, quello di cui, oggi, abbiamo bisogno un po’ tutti.

La serie di Netflix è ispirata al romanzo di Walter Tevis, creata da Scott Frank e Allan Scott e interpretata da Anya Taylor-Joy, Bill Camp, Marielle Heller, Harry Melling e Thomas Brodie-Sangster. Tenete a mente il nome di Anya Taylor- Joy che interpreta la protagonista Beth Harmon perché è appena nata una stella hollywodiana.

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