rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
social

L'Antropologia fisica nell'ambito archeologico: la didattica raccontata su Paleopatology Newsletter

La prestigiosa rivista ha messo in luce le attività pratiche e le esperienze formative innovative proposte da Serena Viva, docente presso l’Università del Salento

LECCE - Lo scorso mese, nel numero di marzo, la prestigiosa rivista internazionale Paleopatology Newsletter della Paleopathology Association ha pubblicato il resoconto degli ultimi anni di attività didattica della dottoressa Serena Viva, attuale docente di Antropologia Fisica nel corso di laurea magistrale in Archeologia presso l’Università del Salento. L'analisi antropologica in questo campo punta a sviluppare conoscenze su come affrontare il ritrovamento di resti umani nei siti archeologici, come portare avanti l’antropologia sul campo, durante scavi didattici, preventivi o di emergenza.

L’autorevole riconoscimento della Paleopathology Association parte da una riflessione della stessa docente, in particolare per ciò che concerne l’offerta di opportunità di studio gratuite agli studenti, con scavi e laboratori in cui mettere in pratica le conoscenze acquisite durante il corso per consolidarle e migliorarle.

L’obiettivo del corso è anche quello di fornire gli strumenti per l’interpretazione dei contesti sepolcrali, insegnare le analisi antropologiche preliminari e i rudimenti della paleopatologia. “In questo settore - dice la dottoressa Viva - formare studenti competenti e preparati significa anche garantire il corretto trattamento dei resti umani provenienti da contesti archeologici, in modo che i resti osteologici arrivino nei laboratori nelle migliori condizioni possibili e senza contaminazioni”.

In alcuni casi gli studenti desiderano approfondire gli argomenti trattati, magari con l’intenzione di laurearsi con una tesi in Antropologia, Scienze forensi o Paleopatologia. Per questo motivo la docente ha messo a disposizione attività pratiche ed esperienze formative gratuite, legate al corso di Antropologia Fisica: in qualità di membro dell’AgEstimation Project, un progetto di ricerca forense sui metodi di determinazione dell’età biologica (direttore del progetto è il professore Roberto Cameriere, MD, Università del Molise), lo scorso anno la docente ha dato la possibilità a laureandi e neolaureati di partecipare al convegno International human identification  onference (Termoli, Molise, 22-24 giugno 2023), con comunicazioni gratuite relative alle ricerche del laboratorio di Antropologia Fisica dell’Università del Salento. 

Analisi di un reperto

Inoltre, grazie alla collaborazione con altre due università italiane, l’Università di Siena e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stato possibile invitare gli studenti a partecipare a due esperienze sul campo:

- Nel luglio scorso alcuni di essi hanno partecipato al laboratorio di antropologia e paleopatologia (80 ore, 20 Ects) nel Parco Archeominerario della Rocca di San Silvestro in Val di Cornia (Campiglia Marittima, Toscana) su scheletri provenienti dal cimitero del castello, sotto la direzione scientifica della professoressa Giovanna Bianchi (Università di Siena). Questa attività di è svolta nell’ambito del progetto “Miners”, che fa parte di un più ampio progetto internazionale, finanziato dall’Australian Research Council “Pursuing Public Health in the Preindustrial World 1100-1800” (Monash University, Australia), che si propone di studiare e comprendere lo stile di vita di diverse comunità nel mondo. Qui gli studenti hanno sperimentato il restauro dei resti umani, lo studio antropologico e paleopatologico di una comunità mineraria medievale e il prelievo di campioni scheletrici per le analisi chimiche secondo i protocolli vigenti.

- Per il terzo anno consecutivo, nei mesi di settembre e ottobre, gli studenti dell’Università del Salento, insieme a quelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, hanno partecipato allo scavo archeologico nel sito del monastero di San Mauro a Jesolo (Ve), in cui la dott. Viva è responsabile di scavo e studio antropologico. Qui gli studenti hanno potuto sperimentare tutte le fasi dallo scavo della sepoltura, alla relativa documentazione tafonomica, grafica e fotografica, al lavaggio, al restauro e infine allo studio antropologico e paleopatologico di individui appartenenti a questa comunità lagunare.

In conclusione Serena Viva afferma che è fondamentale offrire agli studenti l’opportunità di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze, fornendo nozioni teoriche durante il corso, ma soprattutto permettere loro di metterle in pratica, ad esempio relazionando in una conferenza internazionale, o fare pratica in contesti molto diversi tra loro, importante per la crescita personale e professionale.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Antropologia fisica nell'ambito archeologico: la didattica raccontata su Paleopatology Newsletter

LeccePrima è in caricamento