Dopo il violento incidente sulla 101, è polemica tra gli autisti delle ambulanze

Autisti e autisti soccorritori di pronto soccorso e 118 lamentano mezzi datati e con chilometraggio elevato. Dalla Asl rassicurazioni sul rinnovo del parco ambulanze

Un'ambulanza del 118 (Foto di archivio)

LECCE - La morte di Gimmi Manni, autista del pronto soccorso dell’ospedale di Gallipoli, deceduto assieme al paziente 79enne che stava trasportando, nella giornata di lunedì scorso, ha tirato fuori le polemiche dall’incubatrice. Malcontenti e disagi se ne stavano in caldo da tempo e un episodio di una simile portata ha fatto riemergere.    “Noi autisti soccorritori e autisti “semplici” siamo costretti a viaggiare, assieme all’intero team, a bordo di mezzi ormai vetusti. Sono vecchi di vent’anni, idem le ambulanze lasciate di scorta nelle varie postazioni. E quei veicoli, almeno quelli del pronto soccorso, hanno già percorso fino a 450mila chilometri.

Possono essere considerati dei mezzi idonei, per esempio, dal punto di vista dei dispositivi frenanti, per poter evitare un ostacolo?”, si chiedono alcuni addetti ai lavori. “In più di una occasione ci è capitato, nonostante richieste di chiarimenti inoltrate a chi di dovere, di restare per strada con il paziente. Una volta portato il mezzo dal meccanico per le riparazioni, di svariate centinaia e centinaia di euro, l’ambulanza ha subito ulteriori guasti. Sono soldi dei cittadini davvero sprecati”, racconta l’autista di uno dei pronto soccorso del Salento.

Il tragico incidente avvenuto sulla statale 101, all’altezza dello svincolo per Lido Conchiglie certamente è una fatalità. La responsabilità non è dell’autista 57enne che si trovava alla guida. Ma in molti casi, ogni giorno, la figura del conducente, così come dell’intera equipe a bordo, rischia. “Non fosse altro che il per il fatto che siamo tenuti a rispettare il codice della strada, ma spesso le emergenze ci inducono a dover premere il piede sull’acceleratore. Come nei soccorsi in codice rosso o giallo. O nei casi in cui il trasporto riguarda pazienti cardiopatici”, proseguono. Ad allarmare alcuni operatori della categoria, però, è anche altro. La sicurezza stradale in senso lato. “Sempre nel rispetto del Codice della Strada, noi siamo tenuti ad indossare le cinture di sicurezza. Obbligo valido anche per coloro che si trovano nel vano posteriore dell’autoambulanza”.

Nel caso in cui si tratti di un mezzo del pronto soccorso, quindi usato solo per trasferimenti tra reparti o tra ospedali della provincia, a bordo si troveranno un medico, l’autista soccorritore, un infermiere. Sulle ambulanze del 118, quelle destinate ai casi di pronto intervento, invece, a bordo vi troviamo un infermiere, un soccorritore e un autista “semplice”. “Sarebbe opportuno che oltre a corsi che gli autisti sono tenuti a fare come antincendio, o sostituzione delle bombole d’ossigeno, si esortasse anche l’intera equipe a bordo all’osservazione degli obblighi delle cinture”, dichiarano. “Se qualcosa dovesse malauguratamente andare storto nel tragitto, potrebbe succedere per esempio a causa di un malore, non è giusto che sull’autista debba poi ricadere la responsabilità anche di infermieri o soccorritori che non hanno indossato le cinture”.

Maurizio Scardia, medico e responsabile del 118 replica e smentisce: “ Per ciò che riguarda le ambulanze utilizzate per il pronto intervento posso garantire che sono tutte manotenute e sottoposte a regolari tagliandi, in perfetta regola con la normativa regionale del 2011. I parametri sono diversi tra le due tipologie: quelle usate dal 118 possono arrivare al 200mila chilometri, 230 al massimo. Queste regole devono essere rispettate anche dalle associazioni private convenzionate con il 118. Le altre ambulanze, quelle in uso al pronto soccorso, devono aver percorso un limite massimo di 300mila chilometri. Lo scorso anno, il 118 ne ha ricevute tre completamente nuove, mentre altre nove dovrebbero giungere dopo l’esito del bando già avviato”. La novità era stata preannunciata a fine settembre.

Anche la Asl, stando alle parole del direttore sanitario Antonio Sanguedolce, ha in corso un programma di rinnovamento per il parco ambulanze usate per i trasferimenti da ospedale a un altro ospedale. Alle nove preannunciate da Scardia, infatti, dovrebbero sommarsene altrettante spettanti alla Asl come mezzi da fornire in dotazione alle varie postazioni del pronto soccorso della provincia. “Tre mesi fa abbiamo eseguito una ricognizione di tutti i mezzi in uso al pronto soccorso – ha dichiarato Sanguedolce – ricostruendo in questo modo il fabbisogno totale. Si tratta di una procedura ancora da avviare, ma contiamo di ottenere nove ambulanze aggiuntive”.

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