Domenica, 13 Giugno 2021
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Diritto e piacere di leggere: donati cento libri alla biblioteca del carcere

Le associazioni #RecidivaZero e Nessuno tocchi Caino, che si battono per l’abolizione della pena di morte, hanno consegnato la donazione al Borgo San Nicola

LECCE- Una donazione di circa cento libri è stata destinata alla biblioteca della Casa circondariale “Borgo San Nicola” alla presenza dell’assessora al Welfare del comune di Lecce, Silvia Miglietta, della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della città di Lecce, Maria Mancarella, del responsabile dell’area trattamentale, Fabio Zacheo.

A donare i libri sono Rossana Elia, in rappresentanza dell’associazione #RecidivaZero e Anna Briganti, in rappresentanza dell’associazione Nessuno tocchi Caino, associazioni che si battono per l’abolizione della pena di morte nel mondo e, con specifico riferimento ai detenuti, ex detenuti ed al mondo carcerario in genere, si prefiggono di contribuire alla riduzione della recidiva.

Di seguito la dichiarazione della Garante delle persone private della libertà Maria Mancarella: “I libri sono un’opportunità di vita per i detenuti e le detenute e, come le persone, hanno diritto ad una seconda vita. Donare libri ai detenuti e alle detenute è garantire a chi sta scontando una pena il diritto e il piacere di leggere, consentire a chi è chiuso in spazi ristretti e sempre uguali di esplorare nuovi mondi e nuove possibilità di vita; leggere un libro aiuta ad aprire la mente, consente di volare con la fantasia e ripensarsi in modo diverso, libero e creativo. La biblioteca carceraria è lo spazio ove è possibile superare l’isolamento, la deprivazione culturale, le barriere mentali e fisiche, è il luogo che può, invece, favorire la crescita culturale e il superamento dei pregiudizi e delle reciproche diffidenze.

Tutto questo acquista un significato particolarmente rilevante se a compiere il gesto di donare dei libri sono delle persone, come nel caso dell’associazione #recidivazero che, dopo aver vissuto l’esperienza della carcerazione, sono riuscite ad andare oltre e, da persone libere, hanno ripreso in mano la propria vita e, nonostante le difficoltà, sono oggi parte attiva e vitale della società, impegnate in azioni di promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici di tutti i cittadini, in particolare di coloro che sono in condizione di marginalità sociale”.

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