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Edi Rama e il “contro esodo” verso l'Albania: le armi dell’ironia contro i luoghi comuni

Cara Puglia così non va, diventi un "meme" e nemmeno te ne accorgi. Una visione troppo superficiale, in questi giorni, sta condizionando il dibattito pubblico

"La Puglia è diventata una delle mete estive più care al mondo". Questo è il caso, reale o presunto tale, che sta monopolizzando il dibattito pubblico negli ultimi giorni. Un leitmotiv che quotidiani, telegiornali ma anche le più semplici conversazioni al bar riportano costantemente.

Dunque, la regione più a Est d'Italia ha accentrato su di sé le attenzioni di tutto il Paese. Come se quest'ultimo non avesse altri problemi più urgenti da affrontare (su tutte, l'emergenza sanitaria determinata dalla carenza di medici). 

Chiaramente, con questa nota non si intende per niente snobbare o minimizzare eventuali dibattiti sul turismo, settore che traina l'economia non solo pugliese (o salentina) ma anche nazionale. 

Fatto sta che la questione "Puglia così non va" ha travalicato i confini del Bel Paese. Si vocifera, e probabilmente è anche vero, che molti flussi turistici si stiano spostando (letteralmente) verso "altri lidi": la Grecia e l'Albania. 

A dimostrazione di come la questione si sia evoluta, l'altro ieri (8 agosto) sui social è spuntato un post ironico pubblicato dal premier albanese Edi Rama

Post su facebook di Edi Rama

Già, proprio quell'Albania con cui la nostra regione ha dei legami indissolubili, a causa dei flussi migratori che nei primi anni Novanta hanno determinato lo spostamento di migliaia di cittadini balcanici sulle coste adriatiche meridionali. È opportuno ricordare che la prima città ad accoglierli fu Brindisi, il 7 marzo 1991, poi solo dopo - l'8 agosto dello stesso anno - toccò a Bari. 

Una delle navi albanesi entrate a Brindisi nel marzo 1991

Il post del presidente Rama è geniale, oltreché per niente malizioso. Il suo amore per la Puglia è noto, tanto che in occasione del trentennale dello sbarco dei suoi connazionali, non mancò di manifestare la propria gratitudine alla popolazione locale.

Contemporaneamente, non si può non riflettere su come sia strano che la presunta "inversione della rotta turistica" sia montata tanto da diventare un "meme" (ovvero un contenuto virale accompagnato da una didascalia divertente). 

Ma i "meme" spesso seguono i "trend" (i lettori perdoneranno l'ennesima parolaccia odiosa), che a loro volta tendono a riflettere il pensiero comune della società. Del resto quale novità ha portato il "fervente" dibattito pubblico di queste settimane?

"Non è possibile pagare 20 euro una frisella in spiaggia" affermano gli accusatori. "Sì, ma non è così ovunque, dipende dal luogo che si sceglie" è la risposta elementare di molti che tentano di parteggiare per il proprio territorio. La discussione oscilla, ma si muove poco da lì. 

L'ironia di Edi Rama ha sciolto il pressapochismo verso il quale l'attenzione mediatica ha riversato tanta attenzione. 

Quando si parla di turismo, quello vero, si fa riferimento ad un settore economico importante che fa capo ad un mercato complesso, condizionato da variabili legate alla domanda e all'offerta. Ma non solo, è una scienza che si studia nelle scuole e nelle università. Per carità, le discussioni sui social sono ammesse (e ci mancherebbe) ma l'analisi socio-economica della regione dovrebbe essere realizzata a posteriori da professionisti del settore. Tra l'altro quasi nessuno, soprattutto sui media nazionali, spiega a quale zona ci si riferisca quando si parla genericamente di "Puglia", in un territorio che possiede 800 chilometri di coste. 

L'auspicio è che la Puglia possa crescere più come qualità dei servizi che come quantità di numeri. Che ci si sposti su un turismo culturale, che valorizzi le tipicità dei vari territori. 

Articolo originario pubblicato su BrindisiReport.it

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